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FASCISMO E GIUSNATURALISMO
Le moderne dottrine politiche trovano il loro inizio nella concezione giusnaturalistica.
Per quattro secoli il diritto dell'individuo è stato posto al centro della riflessione politica e filosofica.
Nel Novecento la dottrina fascista ha completamente cambiato lo scenario affrontando il problema del diritto dello Stato e dei doveri dei cittadini.
Il pensiero fascista in tale ottica è stato elaborato in particolare da un giurista, Alfredo Rocco, e da un filosofo, Giovanni Gentile.
Nella presente esposizione si è seguito principalmente lo scritto di Alfredo Rocco intitolato "La dottrina politica del Fascismo", conferenza tenuta a Perugia il 30 agosto 1925.
"Per il fascismo la società è fine e l'individuo è mezzo, e tutta la vita della società consiste nell'assumere l'individuo come strumento dei fini sociali" (Alfredo Rocco)
Località: Italia
Epoca: Prima metà del XX secolo
Nascita del fascismo
Il 23 marzo 1919 Benito Mussolini, romagnolo, 36 anni, giornalista, ex direttore dell'Avanti, organo del Partito Socialista, fonda a Milano i Fasci Italiani di Combattimento.
Il 28 ottobre 1922 il re Vittorio Emanuele III affida a Mussolini l'incarico di formare il governo.
In tre anni il fascismo aveva raggiunto il vertice del potere politico.
Dall'azione al pensiero
Il fascismo è inizialmente azione e sentimento. Un filosofo, Giovanni Gentile, ed un giurista, Alfredo Rocco, contribuiranno decisamente alla evoluzione del movimento fascista, che si trasformerà rapidamente in movimento di pensiero superando i limiti dell'evenemenziale politico e locale.
Alfredo
Rocco
Il giurista Alfredo Rocco, di origine napoletana, all'avvento del fascismo aveva
47 anni. Esponente del movimento nazionalista, fu propugnatore della fusione
dei due movimenti. Fu Presidente della Camera dei Deputati (1924-1925) e Ministro
di Grazia e Giustizia (1925-1932). Ebbe notevole influenza nella legislazione
fascista: legge del 24-12-1925 sulle attribuzioni del capo del governo e legge
del 31-1-1926 sulla facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche.
Nel 1930 firmò il Codice Penale e il Codice di Procedura Penale, noti
come "codice Rocco". Morì nel 1935. Il "codice Rocco"
è rimasto in vigore per molti anni dopo la caduta del fascismo.
Giovanni Gentile
Il filosofo Giovanni Gentile, di origine siciliana, aveva 47 anni all'avvento del fascismo. Fu Ministro della Pubblica Istruzione fino al 1924. Predispose ed attuò la riforma della scuola, nota come "riforma Gentile", rimasta in vigore ancora per molti anni dopo la caduta del fascismo. Dal 1925 fu direttore dell'Istituto per l'Enciclopedia Italiana, che nel 1937 concluse la pubblicazione della Enciclopedia Treccani. Dal novembre 1943 alla morte fu presidente dell'Accademia d'Italia. Fu ucciso a Firenze il 15 aprile 1944 dai partigiani.
Origine delle dottrine politiche moderne
Le dottrine politiche moderne traggono la loro origine dalla riforma protestante (secolo XVI).
Il giusnaturalismo (secoli XVII e XVIII) è alla base di tali dottrine.
La rivoluzione inglese (1625-1689) è stato il primo evento politico connesso con le nuove dottrine.
Seguirono la rivoluzione americana (1776) e la rivoluzione francese (1789).
Ultima è stata la rivoluzione russa (1917).
Giusnaturalismo
Il giusnaturalismo nasce nel XVII con Ugo Grozio (De jure belli ac pacis, 1625), Hobbes (Elementi di legge naturale e politica, 1640; Leviatano, 1651), Locke (Saggio sulla legge di natura, 1664), Pufendorf (De iure naturae et gentium, 1672).
Continua nel XVII con Rousseau (Contratto sociale, 1762), Kant (Metafisica dei costumi, 1794) e Fichte (Fondamenti del diritto, 1796).
Secondo la concezione giusnaturalistica esistono norme di diritto naturale, anteriori ad ogni norma di diritto positivo. Gli uomini escono dallo stato di natura mediante un patto capace di garantire una convivenza accettabile. Con il patto nasce una qualche forma di Stato. Gli individui esistono come soggetti di diritto naturale prima dello Stato.
Concezione atomistica della società
La società, secondo le moderne dottrine, è una somma di individui. Gli scopi della società sono gli scopi degli individui.
Concezione astorica della società
La società vive nello spazio, non nel tempo, ossia la società è la somma di individui determinati e viventi nel presente.
Unitarietà dei movimenti politici
Una comune concezione unifica i movimenti politici liberali e socialisti, diversi nei metodi, ma sostanzialmente affini negli scopi.
La società ha per scopo il benessere e la felicità dei singoli della generazione vivente.
Lo Stato è lo strumento dei fini individuali in un determinato momento.
Lo Stato liberale
Il liberalismo sostiene che il modo migliore di raggiungere la felicità degli individui consiste nel lasciarli operare con il massimo grado di libertà possibile. Lo Stato ha solo il compito di coordinare le libertà dei singoli per renderne possibile la coesistenza.
In tale ottica sono stati creati sistemi costituzionali di controllo per impedire che i governanti abusassero del loro potere.
Il primo sistema consiste nella divisione dei poteri (indebolimento dello Stato).
Il secondo sistema è la partecipazione dei cittadini al potere legislativo e indirettamente al potere esecutivo (rafforzamento del cittadino).
All'inizio il liberalismo limitò l'accesso alle funzioni di controllo a determinati gruppi di cittadini. La limitazione era illogica e contraddiceva i principi stessi dello Stato liberale.
Lo Stato democratico
Se lo scopo dello Stato è il benessere dei cittadini, affermano i democratici, non si comprende la limitazione del potere dello Stato solo relativamente alla tutela della libertà. Lo Stato deve operare per migliorare le condizioni di vita, materiali ed intellettuali, di tutti i cittadini.
Lo Stato democratico deve operare nel settore della salute, dell'istruzione, del lavoro, dell'ambiente, ecc.
Inoltre i democratici affermano che tutti gli individui debbono partecipare al governo dello Stato e non solo alcuni gruppi selezionati. La sovranità è del popolo.
La democrazia supera il liberalismo aggiungendo alla libertà l'uguaglianza dei cittadini e passando dalla funzione di controllo del governo a quella di esercizio del potere.
Ma lo Stato democratico contiene altre contraddizioni non risolte.
Lo Stato socialista
Se lo scopo dello Stato è il benessere dei cittadini come è possibile tollerare condizioni di miseria e di sfruttamento?
I socialisti proclamano quindi che lo Stato deve intervenire anche nell'economia regolando o abolendo la proprietà privata, rivedendo i rapporti tra capitalisti e lavoratori, stabilendo regole di redistribuzione del reddito.
Il socialismo è un superamento logico della democrazia, come questa lo è del liberalismo.
Fascismo contro giusnaturalismo
La dottrina fascista è in antitesi con il complesso delle dottrine che hanno il loro fondamento nel giusnaturalismo (liberalismo, democrazia, socialismo).
Società umane come frazioni della specie umana
Secondo Aristotele l'uomo è un animale politico, vive in società.
La specie umana vive in diverse società organizzate in vari modi.
Le varie società sono parti, frazioni della specie umana.
L'umanità esiste come concetto biologico, non sociale, poiché non esiste una unica organizzazione della specie umana.
Le società umane invece esistono come concetto biologico e sociale.
Dal punto di vista sociale le società sono frazioni della specie umana, aventi una organizzazione unitaria per il raggiungimento dei fini propri della specie.
Fini della specie umana
I fini della specie umana non sono solo materialistici, ma sono soprattutto spirituali.
Ogni società comprende elementi spirituali: unità di cultura, di religione, di tradizioni, di costumi, di linguaggio, di sentimenti, di volontà, ecc.
Ma ogni società non può prescindere anche da elementi materialistici: unità di interessi economici, di qualità della vita, di territorio, ecc.
La società come successione di generazioni
Essendo le società umane frazioni della specie umana, hanno le stesse caratteristiche della specie umana. Non sono un insieme di individui, ma sono una successione di generazioni.
Questo concetto differenzia completamente il fascismo dalle dottrine giusnaturalistiche.
La specie umana è la serie infinita delle generazioni passate, presenti e future.
I fini della specie umana non sono i fini dei singoli individui viventi in un momento determinato. La conservazione e lo sviluppo della specie può essere in contrasto con i fini dei singoli.
I fini delle società umane non sono i fini degli individui che le compongono. In caso di guerra, ad esempio, alcuni possono sacrificarsi per il bene della società.
La concezione fascista della società è pertanto una concezione storica, nel senso che include le generazioni presenti, quelle passate e quelle future in un continuo rapporto di vita materiale e spirituale.
La società ha scopi storici di conservazione, di espansione, di perfezionamento distinti dagli scopi dei singoli individui che la compongono temporaneamente.
Individuo per la società
Le concezioni giusnaturalistiche sostengono che la società è per l'individuo. Con conseguente riduzione del valore della società a puro strumento per il raggiungimento del benessere dell'individuo.
La dottrina fascista sostiene invece che l'individuo è per la società, di cui, come parte della generazione, è elemento. In tal senso il benessere degli individui di ogni generazione è condizione per lo sviluppo del benessere della società.
Se la società è fine e l'individuo è mezzo, la società assume l'individuo come strumento dei fini sociali.
L'individuo deve raggiungere il suo benessere, non come interesse esclusivo del singolo, ma come convergenza tra l'interesse del singolo e l'interesse della società.
Il fascismo sostiene il diritto dello Stato e il dovere dell'individuo. I diritti dell'individuo sono solo un riflesso del diritto dello Stato. E' con la convergenza tra interesse sociale e interesse individuale che l'antinomia diritti-doveri viene superata nella unità storica del succedersi delle generazioni della società.
La fine del Medioevo
Dopo la crisi dell'Impero Romano, travolto dalle invasioni barbariche, principalmente di origine germanica, il Medioevo costituì essenzialmente un momento di disgregazione e anarchia sia sul piano politico che su quello sociale. Solo la Chiesa Cattolica riuscì a mantenere saldo nella propria organizzazione il principio di autorità e sovranità di origine romana.
Nel XVII e XVIII secolo iniziò la lotta di gruppi, che si ispiravano alle dottrine moderne con base giusnaturalistica, per abbattere i nascenti Stati Nazionali che tentavano di restaurare la sovranità dello Stato.
La rivoluzione francese non fu rivolta contro il Medioevo, ma contro il nuovo Stato unitario francese, per continuare nell'individualismo e anarchismo medievale, non più su base corporativa e cittadina, ma su base borghese e popolare.
La dottrina fascista intendeva volgersi contro i continuatori del Medioevo per la restaurazione della sovranità dello Stato Nazionale.
Riferimenti bibliografici:
| Encliclopedia
di Filosofia |
Garzanti |
|
| De
Felice Renzo |
Autobiografia
del fascismo - Antologia di testi fascisti 1919-1945 |
Einaudi |
| De Felice Renzo |
Mussolini |
Einaudi |
| Gentile Giovanni |
I fondamenti della
filosofia del diritto |
Le Lettere |
| Gentile Giovanni |
Genesi e struttura
della società |
Le Lettere |
| Rocco Alfredo |
Scritti e discorsi
di Alfredo Rocco |
Giuffré |
| Rocco Alfredo |
La trasformazione
dello Stato. Dallo Stato liberale allo Stato fascista |
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