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I LONGOBARDI
ALLA CONQUISTA DELL'ITALIA

 

Alla fine del V secolo d.C. l'Italia venne invasa da barbari di origine tedesca che stabilirono una dittatura militare.

Espropriazioni dei beni, discriminazioni razziali, persecuzioni religiose colpirono l'intera popolazione.

Nel 535 Giustiniano decise di liberare l'Italia. Aveva inizio la guerra gotica.

Nel 553 Narsete sconfisse definitivamente i Goti e stabilì il predominio bizantino.

Nel 568 i Longobardi iniziarono la conquista dell'Italia.

La lotta tra Bizantini e Longobardi si protrasse per decenni.

Alla fine del secolo VI, regnanti Teodolinda e Agilulfo, il dominio militare longobardo si consolidò con la conversione al cattolicesimo.

 

LocalitÓ: Italia

Epoca: dal 408 al 616 d.C.

 

I BARBARI NELL'ITALIA DEL V SECOLO

I BARBARI IN ITALIA NELLA PRIMA META' DEL VI SECOLO

BIZANTINI E LONGOBARDI IN ITALIA
(SECONDA META' DEL VI SECOLO)

 


I BARBARI NELL'ITALIA DEL V SECOLO

I Visigoti di Alarico

Nel 408 Alarico, re dei Visigoti, pone l'assedio a Roma. Si ritira solo dopo aver ricevuto un congruo riscatto.

Nel 410 Alarico è di nuovo alle porte di Roma. Vi entra senza trovare praticamente resistenza. La Città Eterna è abbandonata al saccheggio dei barbari (primo sacco di Roma). E' dal tempo di Brenno (390 a.C.) che Roma non soccombe ad un esercito straniero.

Gli Unni di Attila

Nel 452 gli Unni di Attila invadono il nord dell'Italia. Attila si ritira dopo un colloquio con papa Leone I.

I Vandali di Genserico

Nel 455 i Vandali di Genserico saccheggiano Roma (secondo sacco di Roma).

La dittatura dello svevo Ricimero

Nel 456 il generale romano Ricimero, di origine sveva, nipote del re visigoto Vallia, uccide l'imperatore Avito.

Nel 457 Ricimero fa eleggere imperatore Maggioriano, ma nel 461 lo fa uccidere e lo sostituisce con Libio Severo.

Nel 465 Ricimero mette a morte l'imperatore Libio Severo.

Nel 472 Ricimero uccide il nuovo imperatore Antemio Procopio, di cui aveva sposato la figlia. Ricimero nomina un altro imperatore: Olibrio. Durante la guerra civile Roma viene nuovamente saccheggiata (terzo sacco di Roma). Ricimero muore poche settimane dopo. Anche Olibrio muore. Nel 473 gli succede Glicerio.

La restaurazione dell'imperatore Giulio Nepote

Nel 474 il dalmata Giulio Nepote marcia su Roma e sconfigge Glicerio. Il 24 luglio Giulio Nepote viene acclamato imperatore.

La dittatura di Oreste e l'ultimo imperatore Romolo Augustolo

Nel 475 Giulio Nepote, attaccato da Oreste, ex ministro di Attila, fugge dall'Italia. Oreste nomina imperatore il figlio sedicenne: Romolo Augustolo.

Lo sciro Odoacre re d'Italia

Nel 476 Odoacre, di madre scira e figlio di Edica, ex ministro di Attila, assume il titolo di re d'Italia. Con un esercito di mercenari rugi, eruli, sciri e turcilingi sconfigge Oreste e depone Romolo Augustolo.

Odoacre governa l'Italia per 13 anni. Ai suoi soldati assegna un terzo delle terre degli italiani. Il suo governo fu una dittatura militare, temuta ed odiata dalla popolazione. Tuttavia ancora non si trattava di una invasione, ma piuttosto di un colpo di stato all'interno dell'Impero, simile a quelli che avvenivano ormai con triste continuità da oltre 20 anni.

Il goto Teodorico re d'Italia

Nel 488 l'imperatore d'Oriente Zenone invia Teodorico, re dei Goti, contro Odoacre. E' la prima vera invasione dei barbari sul territorio italiano.

Nel 493 Teodorico uccide a tradimento Odoacre e assume il titolo di re d'Italia. Inizia la dominazione gotica destinata a durare più di 60 anni.

Al momento del loro ingresso in Italia i Goti non superavano i 100.000-125.000 individui, di cui 25.000 guerrieri. Si stima che in età augustea la popolazione libera dell'Italia ammontasse a circa 12-14 milioni di abitanti. Probabilmente nel V secolo non era variata significativamente.

Teodorico trasferì ai Goti le terre che Odoacre aveva sottratto agli Italiani, ossia un terzo di tutto il territorio. Gli Italiani furono privati del diritto di portare armi. Furono proibiti i matrimoni misti tra Goti e Italiani. Furono proibite le conversioni dall'arianesimo al cattolicesimo e viceversa (i Goti erano ariani e gli Italiani erano cattolici). I Goti si mantennero divisi dalla popolazione italiana, sia sul piano religioso sia sul piano giuridico. L'unico legame tra le due popolazioni era la figura del re. I Goti erano governati dai comites Gothorum, funzionari militari e civili. Gli Italiani mantennero le antiche istituzioni romane.


 

I BARBARI IN ITALIA NELLA PRIMA META' DEL VI SECOLO

 

Il goto Teodato, re d'Italia

Il 30 agosto 526 Teodorico morì a Ravenna. Aveva regnato sull'Italia per circa 37 anni.

Il regno passò ad Amalasunta, figlia di Teodorico, in qualità di reggente del figlio Atalarico. Amalasunta sposò Teodato, che la fece assassinare nel 535. Amalasunta era stata reggente per circa 8 anni.

Il generale bizantino Belisario

Nel 536 Giustiniano, imperatore d'Oriente, inviò un esercito, guidato da Belisario, per riconquistare l'Italia. Ebbe inizio la ventennale guerra gotica.

Il goto Vitige re d'Italia

Nel dicembre del 536 Belisario entrò in Roma, che venne posta sotto assedio da Vitige, nuovo re dei Goti. I quattordici acquedotti che portavano l'acqua alla città furono distrutti dai Goti. Non saranno più ricostruiti. Nel 538 Vitige fu costretto a rinunciare all'assedio di Roma. Allora attaccò e distrusse Milano. La capitale gotica venne stabilita a Pavia.

Nel 540 Belisario sconfisse Vitige, che aveva regnato per quattro anni.

Il goto Totila re d'Italia

Nel 541 i Goti nominarono re Totila. In due anni l'Italia ridivenne gota.

Nel 544 Totila pone l'assedio a Roma e nel 546 i Goti entrano in città. Roma rimase completamente spopolata per quaranta giorni. La città venne depredata delle ultime cose che rimanevano e le sue mura parzialmente smantellate.

Nella primavera del 547 Belisario, a sorpresa, libera Roma. Un secondo assedio di Totila nel maggio 547 non ha successo.

Nell'autunno del 549 Totila pone l'assedio a Roma per la terza volta. Totila rientra in Roma, ormai ridotta a un mucchio di rovine deserte.

Narsete, generale bizantino

Nel 551 Giustiniano affida il comando dell'esercito a Narsete.

Nel 552 Totila viene sconfitto e ucciso, dopo undici anni di regno.

Nel 553 i soldati di Narsete entrano in Roma, liberata dai Goti dopo diciotto anni di guerra.

Teia, ultimo re dei Goti

Teia, l'ultimo re dei Goti, muore combattendo nel 553.

Solo nel 557 le ultime resistenze gotiche avranno termine.


 

BIZANTINI E LONGOBARDI IN ITALIA
(SECONDA META' DEL VI SECOLO)

Dominio bizantino

Dopo venti anni di guerra l'Italia era ridotta ad una rovina. Roma e Milano erano distrutte. La popolazione era stata falcidiata.

Gli Italiani si aspettavano di poter tornare ad autogovernarsi.

Ma i Greci non restituirono la libertà all'Italia, che venne ridotta ad una provincia dell'Impero Bizantino (Prammatica sanzione di Giustiniano nel 554).

Fu imposto un governo straniero e furono introdotte tasse esose.

La capitale venne posta a Ravenna.

I Bizantini non vennero amati dagli Italiani, già ridotti in miseria da un secolo di colpi di stato, dittature, invasioni barbariche, ed ora pressati da un liberatore che tanto avevano atteso e che ora li deludeva profondamente.

La dominazione greca durò circa 15 anni.

I Longobardi di Alboino

Nel 568 Alboino, re dei Longobardi, iniziò l'invasione dell'Italia. 100.000-150.000 individui, comprese le donne e i bambini, si mossero verso l'Italia.

I Longobardi, di origine scandinava e di lingua germanica, si erano istallati in Pannonia, attuale Ungheria, da circa 40 anni. Vivevano combattendo e facendo lavorare la popolazione romana o romanizzata che avevano sottomesso con la forza delle armi. Non conoscevano la scrittura.

I Greci li avevano assoldati come mercenari durante la campagna gotica. In Italia erano arrivati 2.500 cavalieri e 3.000 fanti. Pochi mesi erano bastati loro per apprezzare le bellezze dell'Italia e comprendere la debolezza dell'esercito bizantino.

Alboino concluse un patto con gli Avari: cedette loro la Pannonia a condizione che la restituissero nel caso che l'invasione dell'Italia fosse andata male. Gli Avari dovevano assicurare la copertura militare sui Balcani per impedire che i Bizantini potessero far arrivare un esercito di soccorso via terra. Narsete era riuscito infatti a sconfiggere i Goti proprio con tale manovra.

Cividale del Friuli, Aquileia, Vicenza e Verona

Nell'aprile del 568 i Longobardi si misero in marcia. Conquistarono Forum Iulii, Cividale del Friuli. Gisolfo, il nipote di Alboino, venne nominato duca ed ebbe il compito di controllare la via della Pannonia e dei Balcani.

Durante l'estate e l'autunno caddero Aquileia, Vicenza e Verona, che divenne il quartier generale di Alboino.

Milano, Pavia e la Tuscia

Nel settembre 569 cadde Milano. Poi venne posto l'assedio a Pavia, che resistette fino al 572. Durante l'assedio Alboino si diresse con parte delle truppe alla conquista della Tuscia.

I Longobardi nemici dell'Italia

I Goti avevano conquistato l'Italia combattendo contro Odoacre, mantenendo un aspetto almeno formale di liberatori, in quanto erano stati inviati dall'imperatore bizantino ed erano considerati federati.

Invece i Longobardi si presentarono come conquistatori. Non ebbero alcun rispetto per la vita e i beni degli Italiani. Parte della popolazione, i vescovi e le autorità civili fuggirono rifugiandosi presso le zone sotto controllo bizantino.

La fine di Alboino

Nell'estate del 1572 Alboino morì a Verona ucciso da un suo scudiero, Elmichi. Era stata Rosamunda, la regina, ad organizzare l'assassinio per vendicarsi dell'affronto subito quando Alboino l'aveva costretta a bere nel teschio di suo padre. Rosamunda ed Elmichi dovettero fuggire a Ravenna. Anche Albsuinda, la figlia di Alboino, venne portata a Ravenna.

Clefi, re dei Longobardi

A Pavia venne eletto re Clefi, della stirpe dei Beleos. Ma nel 574 venne assassinato da un uomo del suo seguito.

I Sassoni

Alboino aveva associato alla sua avventura anche circa 20.000 Sassoni. Ma tra questi ed i Longobardi nacquero dei disaccordi e nel 573 i Sassoni decisero di allontanarsi dall'Italia per far ritorno nel loro paese. Ma vennero annientati dagli Svevi che nel frattempo l'avevano occupato.

L'interregno

Alla morte di Clefi i duchi longobardi non si misero d'accordo sul successore. Iniziò un periodo di interregno che sarebbe durato fino al 584. I comandanti militari continuarono nella conquista su propria iniziativa. Le bande dei barbari intensificarono la strage degli Italiani. Senza alcuna legge depredavano ed uccidevano.

Italia settentrionale

Caddero Piacenza, Reggio, Modena, Mantova. Gran parte dell'Italia settentrionale venne invasa. Per un certo periodo si salvarono le zone costiere che tuttavia dovettero man mano cedere all'invasore.

I ducati di Spoleto e Benevento

Le bande si diressero verso l'Italia centrale e vi fondarono il ducato di Spoleto. Primo duca fu Faroaldo.

Continuando nell'avanzata raggiunsero l'Italia meridionale e vi fondarono il ducato di Benevento. Primo duca fu Zottone.

I due ducati si allargarono progressivamente e cercarono costantemente di rendersi indipendenti dal regno longobardo.

Iniziative bizantine

Nel 575 l'imperatore Tiberio inviò un esercito di soccorso che sbarcò a Ravenna. Lo conduceva Baduario. Venne sconfitto.

Nel 583 l'imperatore Maurizio fece un'alleanza con Childeberto, il re franco di Austrasia.

Nel 584 Childeberto attraversò le Alpi ma i Longobardi riuscirono a concludere la pace senza combattere.

Autari, re dei Longobardi

La situazione di pericolo indusse i Longobardi ad eleggere nuovamente un re. Venne prescelto Autari, figlio di Clefi. Autari si diede il titolo di "Flavio", come avevano già fatto Odoacre e Teodorico per darsi una specie di legittimità di fronte ai sudditi di discendenza romana.

Spogliazione dei possidenti

Finora i Longobardi avevano usato del diritto di hospitalitas militare, che consisteva nell'impadronirsi di un terzo delle rendite della popolazione sottomessa.

Autari rese stabili le bande longobarde trasformando il terzo delle rendite in un terzo delle proprietà. Gli Italiani vennero così spogliati dei loro terreni e dei loro beni immobili.

La guerra continua

Nel 585 i Franchi tentarono di penetrare nuovamente in Italia, ma vennero respinti da Autari.

I Bizantini, dopo la sconfitta dei loro alleati, dovettero cedere l'Isola Comacina, sul lago di Como, ultimo caposaldo nella zona alpina.

Nello stesso tempo il duca di Trento, Ewin, attaccò l'Istria, ancora bizantina.

Nel 588 i Franchi riprovarono ad entrare in Italia, ma furono nuovamente sconfitti.

Teodolinda

Nel 588 Autari si fidanzò con Teodolinda, figlia di Garibaldo, duca di Baviera.

Il 15 maggio del 589 nel campo di Sardi, vicino a Verona, venne celebrato il matrimonio.

Il fratello di Teodolinda venne nominato duca di Asti.

Franchi e Bizantini all'attacco

Nel 590 i Franchi e i Bizantini ripresero l'iniziativa.

I Franchi assediarono Pavia. I Bizantini liberarono Mantova, Parma, Reggio, Piacenza e Modena.

Autari avviò trattative con i Franchi che si ritirarono, ma morì il 5 settembre del 590.

Teodolinda e Agilulfo

Nell'autunno del 590 Teodolinda scelse il nuovo marito e re: Agilulfo, duca di Torino, della stirpe degli Anawas.

Agilulfo concluse la pace con i Franchi e fece un'allenza con gli Avari. Protetto sia sul fronte orientale che su quello occidentale Agilulfo iniziò la sua avanzata contro i Bizantini. Riconquistò Parma e Piacenza.

Nel 593 Agilulfo minacciò Roma, ma venne fermato da papa Gregorio Magno.

Nel 602 i Bizantini fecero prigionieri, a Parma, la figlia di Agilulfo e suo marito Godescalco.

Nel 603 Agilulfo conquistò Padova, Cremona e Mantova. Anche l'Istria divenne terra di conquista.

Dopo la morte dell'imperatore Maurizio i Bizantini rallentarono le operazioni militari in Italia.

La conversione al cattolicesimo

Teodolinda era cattolica. I Longobardi erano pagani o ariani.

Nel 603 Adaloaldo, il figlio di Teodolinda ed Agilulfo, venne battezzato.

Nel 604 il bambino venne associato al trono.

I beni delle chiese e delle autorità vescovili vennero restituiti ai legittimi proprietari.

Nel 612 Colombano poteva fondare il monastero cattolico di Bobbio.

Iniziava l'integrazione religiosa tra Longobardi e Italiani, preludio alla integrazione politica.

Nel 616 Agilulfo moriva.

 

Riferimenti bibliografici:

Azzara

Le invasioni barbariche

Il Mulino

Azzara

L'Italia dei barbari

Il Mulino

Castronovo V. (a cura di)

Storia dell'economia mondiale - I - Dall'antichità al medioevo

Laterza

Gatto L.

Storia di Roma nel medioevo

Newton Compton

Grant M.

Gli imperatori romani

Newton Compton

Gregorovius

Storia di Roma nel Medioevo

Newton Compton

Jarnut J.

Storia dei Longobardi

Einaudi

Musset L.

Le invasioni barbariche - Le ondate germaniche

Mursia

Otrogorsky G.

Storia dell'impero bizantino

Einaudi

Paolo Diacono

Storia dei Longobardi

TEA

Procopio di Cesarea

La guerra gotica

TEA

Rendina C.

I papi

Newton Compton

Rovagnati S.

I Goti

Xenia

Schreiber H.

I Goti

Garzanti

 

 
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