Maat - Conoscere la storia per creare il futuro -To know the history to create the future

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ROMA REPUBBLICANA

ELEZIONI ELETTORI ED ELETTI

 

Roma nel periodo repubblicano (510 a.C. - 30 a.C.) diede vita ad una democrazia equilibrata.

I cittadini ebbero la possibilità di esprimere la propria volontà mediante il voto sia per eleggere i propri governanti (potere esecutivo) sia per approvare le leggi dello Stato (potere legislativo), sia per giudicare dei reati (potere giudiziario).

Esistevano tre differenti metodi elettorali. I comitia curiata tenevano conto della famiglia, i comitia tributa della residenza, i comitia centuriata del reddito e dell'età.

Il Senato era costituito da coloro che avevano ricoperto cariche pubbliche e quindi era eletto indirettamente dal popolo quando eleggeva i governanti.

I tribuni della plebe erano a protezione di tutti i cittadini a qualunque classe appartenessero, ed avevano il compito fondamentale di proteggere dagli abusi e dai soprusi delle autorità.

Le cariche erano a tempo (in genere un anno, solo i senatori erano a vita) e ripartite tra più persone (2 consoli, 2 censori, 10 tribuni, 6 pretori, 8 questori, ecc.), in modo da evitare la concentrazione del potere.

Non esistevano blocchi per l'accesso alle cariche. Anche homines novi potevano raggiungere i più alti gradi dell'amministrazione pubblica.

Un sottile gioco di equilibrio impediva ad ogni autorità di agire indiscriminatamente. I censori potevano espellere i senatori anche se erano a vita, i tribuni potevano bloccare gli atti delle aurorità, i senatori potevano preparare le leggi, ma non potevano approvarle, le assemble popolari potevano approvare o respingere le leggi, ma non potevano proporle, ecc.

Ogni magistrato poteva essere chiamata a rispondere in giudizio del proprio operato al termine della carica.

Attraverso secoli di riforme Roma era riuscita a realizzare una repubblica veramente res publica. Il cittadino romano era orgoglioso di essere civis romanus.

 

LocalitÓ: Roma

Epoca: 510 a.C. - 30 a.C.

Tutte le date sono da intendersi a.C.


INTRODUZIONE

 

Il cittadino romano era impegnato per molta parte del suo tempo nella attività politica.

Circa la metà dei giorni dell'anno erano qualificati dal calendario romano come dies comitiales, giorni nei quali era possibile tenere comitia, ossia assemblee pubbliche.

Il cittadino partecipava alle assemblee per:

- eleggere direttamente i responsabili della pubblica amministrazione: dai presidenti del consiglio (almeno 2), ai ministri, ai prefetti, ai questori, ai giudici, ai procuratori, ecc.

- approvare le leggi

- giudicare alcuni casi di rilevante importanza.

Potevano partecipare alle assemblee i cittadini maschi maggiorenni (di età superiore a 16 anni). Erano esclusi gli stranieri, anche se residenti, gli schiavi, le donne.

Esistevano tre assemblee:

- i comitia curiata, dove i cittadini partecipavano divisi in 30 curie, raggruppamenti di diverse gentes, a loro volta raggruppamenti di famiglie;

- i comitia tributa, dove i cittadini partecipavano divisi in 35 tribù, raggruppamenti su base territoriale;

- i comitia centuriata, dove i cittadini partecipavano divisi in 193 centuriae, raggruppamenti sulla base del censo e dell'età.

All'interno dei raggruppamenti, una sorta di circoscrizioni elettorali, vigeva il principio una testa un voto.

I raggruppamenti non erano omogenei numericamente. Ad esempio metà delle centuriae era di giovani (dai 17 ai 46 anni) e metà di anziani (superiori ai 46 anni). In tal modo si teneva conto della maggiore esperienza degli anziani.

I risultati delle votazioni erano a maggioranza su base circoscrizionale (una circoscrizione un voto).

Venne assicurata la segretezza del voto per evitare brogli elettorali.

Il Senato fu costituito per gran parte del periodo repubblicano da 300 membri a vita. I senatori erano ex amministratori pubblici che venivano inseriti di diritto nelle liste senatoriali. Ma poiché gli amministratori erano eletti dal popolo, non poteva entrare in senato se non chi era stato eletto dal popolo.

Il Senato non poteva legiferare, ma solo preparare le leggi che poi i comitia avrebbero approvato o respinto.

Il popolo poteva anche approvare delle leggi nei comitia tributa senza l'intervento del Senato.

Nella Roma repubblicana esisteva sostanzialmente una forma di democrazia diretta, senza l'intermediazione dei politici di professione tipica della odierna democrazia.

I candidati alle cariche pubbliche (consoli, pretori, edili, questori, tribuni, ecc.) dovevano seguire un iter prestabilito con intervalli temporali minimi tra una carica e la seguente. La reiterazione della carica era solitamente proibita. Cominciando verso i 30 anni la carriera poteva concludersi con il consolato intorno ai 40-45 anni.

Le cariche avevano una durata molto limitata (1 anno) ed erano attribuite ad un minimo di due persone contemporaneamente per non consentire che troppo potere fosse concentrato in un solo individuo.

Le elezioni dei consoli si tenevano in genere a luglio, ma l'entrata in carica era prevista per gennaio dell'anno seguente. In tal modo i consoli avevano solo sei mesi (da gennaio a giugno) di potere indipendente, poi dovevano tener presenti i loro successori.

I tribuni della plebe non appartenevano alla schiera degli amministratori, ma venivano eletti per proteggere i cittadini dagli abusi degli amministratori. Ad essi i cittadini (patrizi o plebei) potevano ricorrere contro il potere costituito.

 


 

AEDILES

CANDIDATI

CENSORES

CLIENTES

COMITIA CENTURIATA

COMITIA CURIATA

COMITIA TRIBUTA

CONSULES

CURSUS HONORUM

DICTATOR

GENTES

LIBERTI

OCCULTA SUFFRAGIA

PATRICII

PLEBS

PRAETORES

QUAESTORES

SENATORES

TRIBUNI PLEBIS

 


AEDILES

Definizione

Gli aediles plebeii derivano originariamente il loro nome dall'essere responsabili della cura del tempio (aedes) di Cerere (Ceres), costruito sull'Aventino dalla plebe intorno al 494.

Funzioni

Gli aediles affiancarono i tribuni plebis come i quaestores affiancarono i consules.

Custodivano i senatus consulta e i plebiscita affinché non fossero alterati.

Provvedevano alla manutenzione dei templi e degli edifici.

Mantenevano gli acquedotti e le fognature.

Erano responsabili della gestione delle strade e della loro pulizia.

Distribuivano il grano e i viveri alla popolazione più povera.

Controllavano il mercato, i pesi e le misure.

Si occupavano delle celebrazioni religiose pubbliche e delle feste (ludi). I Ludi plebeii erano gestiti dagli aediles plebeii, mentre i Ludi Magni o Romani e i Ludi Megalenses erano organizzati dagli aediles curules.

Esercitavano funzioni di polizia urbana.

Numero degli aediles

Inizialmente gli aediles erano due.

Nel 365 il numero venne portato a 4 con l'introduzione di 2 aediles curules, in rappresentanza dei patrizi.

Nel 45 Giulio Cesare portò il numero degli aediles plebeii a 4. I 2 aggiunti erano chiamati aediles cereales e avevano il compito di occuparsi dei rifornimenti di grano.

Durata della carica

Gli aediles venivano eletti annualmente.

Elezione

Gli aediles venivano eletti nei comitia tributa. L'elezione era separata per i plebeii e per i curules.

Inizialmente gli aediles dovevano avere almeno 27 anni. Con la Lex annalis del 180, proposta dal tribuno della plebe L. Villius Tappulus, l'età venne portata a 36 anni.

L'elezione avveniva usualmente a luglio.

 

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CANDIDATI

Definizione

I petitores erano i candidati. Il termine candidati deriva dal fatto che i petitores indossavano una veste bianca.

I concorrenti erano chiamati competitores.

Deductores e sectatores

I collaboratori più vicini al candidato erano i deductores e le persone che sostenevano il candidato erano i sectatores.

Reato di ambitus

Il termine ambitus designava il reato di compravendita dei voti. Vennero fatte molte leggi contro questo reato. Anche le largitiones rientravano in questo reato.

La Lex Poetelia (358) proibiva ai candidati di fare propaganda nei giorni di mercato o di frequentare i luoghi dove la gente si riuniva.

La Lex Cornelia Baebia (181) decretava per i colpevoli di ambitus l'esclusione dalle elezioni per dieci anni.

La Lex Acilia Calpurnia (67) prevedeva l'esclusione dal Senato e l'esclusione perpetua dall'ufficio.

La Lex Tullia (63), proposta da Cicerone, aggiungeva alle condanne previste dalla Lex Acilia Calpurnia la pena di dieci anni di esilio.

La Lex Licinia venne approvata nel 55 durante il secondo consolato di M. Licinius Crassus e Cn. Pompeius Magnus. Questa legge era diretta contro coloro che organizzavano il controllo dei voti (sodales).

La Lex Iulia de Ambitu, approvata nel 18 ai tempi di Augusto, escludeva per cinque anni dall'ufficio i colpevoli di corruzione elettorale.

Nell'8 venne emessa una nuova Lex Iulia de Ambitu che richiedeva ai candidati di depositare una somma prima della campagna elettorale. Il denaro sarebbe stato sequestrato in caso di corruzione elettorale. Se un candidato avesse usato violenza sarebbe stato condannato all'esilio.

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CENSORES

Definizione

I censores avevano il compito di suddividere i cittadini per census in base alla loro condizione patrimoniale.

Acquisirono anche il compito di rivedere le liste dei senatori e di espellerli dal Senato per indegnità.

Storia

I primi censores furono istituiti nel 443.

Fino al 351 solo i patricii potevano accedere alla carica. Nel 351 C. Marcius Rutilius fu il primo plebeius a divenire censor.

Nel 339 con la Lex Publilia venne stabilito che almeno uno dei due censores dovesse essere plebeius.

Nel 289 il censor plebeius poté effettuare per la prima volta la solenne purificazione del popolo.

Nel 131 per la prima volta i due censores furono entrambi plebeii.

La carica venne abolita da Silla e fu ristabilita dai consules Pompeo e Crasso.

Nel 58 il tribuno della plebe Clodio riuscì a porre dei limiti all'opera dei censores, che vennero definitivamente aboliti nel 22.

Funzione: Census agere

Il compito principale dei censores era quello di stabilire le condizioni economiche dei cittadini. Ogni paterfamilias si recava in Campus Martius in un edificio chiamato Villa publica a presentare quella che oggi chiameremmo dichiarazione dei redditi. Chi non si presentava veniva dichiarato incensus e poteva essere venduto come schiavo.

Sulla base delle dichiarazioni i censores redigevano le Tabulae censoriae con l'assegnazione dei cittadini alle centuriae.

I censores rivedevano anche le liste dei senatori per il lustro seguente.

Funzione: Regimen morum

I censores avevano il compito di controllare la moralità dei cittadini. Erano i custodi delle antiche tradizioni. Di fronte ai casi di atti immorali, anche non perseguibili per legge, potevano emettere delle notae censoriae, a cui erano connesse diverse pene:

- l'esclusione dai pubblici uffici, ed in particolare l'espulsione dal Senato;

- lo spostamento da una tribù ad una di minor prestigio;

- la riduzione allo stato di aerarius, ossia di cittadino dell'ultima classe.

Potevano essere oggetto di condanna: una eccessiva ostentazione del lusso, il non sposarsi, un divorzio non motivato, la disobbedienza verso i genitori, l'eccessiva durezza o l'eccessiva indulgenza verso i figli.

Funzione: Amministrazione delle finanze statali

I censores operavano come Ministero delle Finanze. Dopo aver stabilito quanto era dovuto da ogni cittadino provvedevano a stabilire le regole per il pagamento delle tasse e dei tributi. La riscossione poteva essere effettuata da altri. In ogni caso era l'aerarium a incassare. Il Senato controllava l'aerarium.

Durata della carica

Nel 433 una legge del dictator Mam. Aemilius Mamercinus stabilì che i censores venissero eletti ogni 5 anni e rimanessero in carica per 18 mesi.

Numero dei censores

Venivano eletti due censores.

Elezioni

I censores venivano eletti nei comitia centuriata.

In base alla legge proposta dal censore C. Marcius Rutilus nel 265 si poteva diventare censor solo una volta.

Requisito per diventare censor era l'aver ricoperto la carica di consul.

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CLIENTES

Definizione

I clientes erano liberi cittadini associati ad una gens non per nascita, ma per interesse o dipendenza economica.

Quando la gens Fabia combatté sul fiume Cremera contro gli Etruschi di Veio, i 300 Fabii furono accompagnati da alcune migliaia di loro clientes.

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COMITIA CENTURIATA

Definizione

I comitia centuriata costituivano l'assemblea del popolo organizzato per classes e centuriae.

Classis era la chiamata alle armi. Centuria era il raggruppamento di cento militari. I comitia centuriata costituivano originariamente l'assemblea del popolo in armi.

I centuriata erano l'assemblea sovrana del popolo romano.

La suddivisione in centuriae si basava sul censo e sull'età.

Istituzione

La tradizione attribuisce l'istituzione dei comitia centuriata al re Servio Tullio.

Supra classem - Equites

Al di sopra delle classes propriamente dette c'erano gli equites, ossia gli appartenenti alla cavalleria, tutti di origine aristocratica.

Gli equites erano suddivisi in 18 centuriae.

Appartenevano agli equites cittadini con un censo di almeno 125.000 assi.

Ita pedestri exercitu ornato distributoque, equitum ex primoribus civitatis duodecim scripsit centurias; sex item alias centurias, tribus ab Romulo institutis, sub iisdem quibus inauguratae erant nominibus fecit. (Liv. 1, 43)

Prima classis - Oplitae

Alla prima classis apparteneva la fanteria pesante. L'equipaggiamento comprendeva: elmo, scudo rotondo, corazza, schinieri, lancia, giavellotto, spada.

I fanti della prima classis erano suddivisi in 80 centuriae.

Altre 2 centuriae erano costituite dai fabri.

Appartenevano alla prima classis cittadini con un censo di almeno 100.000 assi.

Ex iis qui centum milium aeris aut maiorem censum haberent octoginta confecit centurias, quadragenas seniorum ac iuniorum; prima classis omnes appellati; seniores ad urbis custodiam ut praesto essent, iuvenes ut foris bella gererent; arma his imperata galea, clipeum, ocreae, lorica, omnia ex aere; haec ut tegumenta corporis essent: tela in hostem hastaque et gladius. Additae huic classi duae fabrum centuriae quae sine armis stipendia facerent; datum munus ut machinas in bello ferrent. (Liv. 1, 43)

Secunda classis

Alla secunda classis appartenevano i fanti armati in modo simile alla prima classis, ma senza corazza. Inoltre avevano uno scudo più piccolo e allungato.

I fanti della secunda classis erano suddivisi in 20 centuriae.

Appartenevano alla secunda classis cittadini con un censo di almeno 75.000 assi.

Secunda classis intra centum usque ad quinque et septuaginta milium censum instituta, et ex iis, senioribus iunioribusque, viginti conscriptae centuriae; arma imperata scutum pro clipeo et praeter loricam omnia eadem. (Liv. 1, 43)

Tertia classis

I soldati della tertia classis avevano solo elmo ed armi offensive.

Erano suddivisi in 20 centuriae.

Appartenevano alla tertia classis cittadini con un censo di almeno 50.000 assi.

Tertiae classis in quinquaginta milium censum esse voluit; totidem centuriae et hae eodemque discrimine aetatium factae; nec de armis quicquam mutatum, ocreae tantum ademptae. (Liv. 1, 43)

Quarta classis

I soldati della quarta classis erano equipaggiati con lancia e giavellotto.

Erano suddivisi in 20 centuriae.

Appartenevano alla quarta classis cittadini con un censo di almeno 25.000 assi.

In quarta classe census quinque et viginti milium, totidem centuriae factae, arma mutata: nihil praeter hastam et verutum datum. (Liv. 1, 43)

Quinta classis

I militari della quinta classis erano equipaggiati con delle fionde.

Erano suddivisi in 30 centuriae.

Altre due centuriae erano formate dai suonatori di strumenti a fiato.

Appartenevano alla quinta classis cittadini con un censo di almeno 11.000 assi.

Quinta classis aucta; centuriae triginta factae; fundas lapidesque missiles hi secum gerebant; in his accensi cornicines tubicinesque in duas centurias distributi; undecim milibus haec classis censebatur. (Liv. 1, 43)

Capite censi

I cittadini con un censo inferiore a 11.000 assi erano esentati dal servizio militare e costituivano una centuria.

Hoc minor census reliquam multitudinem habuit; inde una centuria facta est, immunis militia. (Liv. 1, 43)

Iuniores e seniores

Le centuriae erano suddivise equamente tra iuniores, cittadini dai 17 ai 46 anni, e seniores, cittadini oltre i 46 anni. Complessivamente i voti degli iuniores (comprendenti i cittadini nati in un arco temporale di 30 anni) tendevano a pesare meno dei voti dei seniores (comprendenti i cittadini che sopravvivevano oltre i 46 anni).

Elettori

Avevano diritto di voto i cittadini maschi adulti. Erano escluse le donne, i peregrini, ossia gli stranieri, e gli aerarii, ossia i cittadini dell'ultima classe, privi dell'obbligo di andare in guerra.

Votazioni

Le centuriae erano in totale 193. Ogni centuria aveva un voto. Ogni cittadino aveva un voto all'interno della centuria.

La maggioranza per centuriae era costituita da 97 voti. Sommando i voti degli equites e della prima classis si avevano 98 voti.

Si votava secondo l'ordine delle classes. Dopo il voto degli equites, si estraeva a sorte, entro la prima classis, la centuria praerogativa, che votava per prima.

Elezione di magistrati

I comitia centuriata eleggevano i supremi magistrati: i consules, i praetores, i tribuni militum con potestà consolare, i censores, i decemviri.

Inizialmente il Senato proponeva una serie di candidati e tra questi i comitia sceglievano. Ma a partire dal 482 i comitia divennero autonomi nella individuazione dei candidati.

Potere legislativo

I comitia centuriata votavano le leggi che venivano loro proposte dal Senato. Non potevano cambiarle, ma potevano non approvarle. Il magistrato proponente pubblicava la proposta di legge e dopo 17 giorni veniva votata.

Il Senato non aveva il potere di approvare le leggi.

Le leggi erano sempre sottoposte all'approvazione del popolo riunito nei comitia centuriata.

Dichiarazione di pace e guerra

La dichiarazione di guerra veniva sottoposta dal Senato all'approvazione dei comitia centuriata. Sembra invece che la pace potesse essere conclusa con un senatus consultum.

Potere giudiziario

I comitia centuriata svolgevano le funzioni di corte di appello e avevano il potere giudiziario in tutte le materie connesse con la sicurezza dello Stato. Nessun cittadino romano poteva essere condannato a morte senza una decisione dei comitia.

Dies comitiales

Non in tutti i giorni dell'anno potevano riunirsi i comitia. I dies comitiales erano circa 190.

Luogo delle assemblee

I comitia si tenevano in Campus Martius, l'area compresa tra il Campidoglio, il Tevere e via Lata. Venivano preparati dei septa, ossia degli spazi dove i votanti si radunavano per centuria. All'entrata ricevevano una tavoletta che dovevano consegnare all'uscita per votare.

 

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COMITIA CURIATA

Definizione

I comitia curiata costituivano l'assemblea del popolo organizzato per curiae.

Le curiae erano raggruppamenti basati sulle gentes, quindi sulla nascita o sulla appartenenza legale ad una gens in qualità di clientes.

I comitia, inizialmente riservati ai patricii, vennero successivamente aperti ai plebeii.

Le curiae erano trenta.

Area di competenza

I comitia emettevano le leges curiatae relative a materie connesse con i sacra familiari e con l'entrata in carica dei magistrati (lex curiata de imperio). Persero man mano importanza nel periodo repubblicano.

Votazioni

I comitia venivano convocati nel periodo monarchico dal re, in quello repubblicano da un alto magistrato (consul, praetor, dictator) che ne diveniva il presidente.

Il voto veniva espresso per curia. All'interno della curia tutti i partecipanti avevano lo stesso diritto di voto.

Le votazioni erano inizialmente controllate dalle gentes che vi intervenivano con i loro clientes. Con l'apertura ai plebeii, non tutti appartenenti ad una gens, il potere gentilizio venne meno.

 

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COMITIA TRIBUTA

Definizione

I comitia tributa erano l'assemblea del popolo organizzato per tribus.

Le tribus furono, almeno originariamente, raggruppamenti su base territoriale di residenza.

Inizialmente furono create quattro tribus urbanae (Suburana, Collina, Palatina, Esquilina) e 16 tribus rusticae.

In seguito le tribus rusticae raggiunsero il numero di 31.

Funzioni: elezione delle magistrature inferiori

Con la Lex Publilia del 471 ai comitia tributa venne affidata l'elezione dei tribuni plebis.

I comitia ebbero anche il compito di eleggere gli aediles sia plebeii sia curules, i quaestores, i tribuni militum, i proconsules, i triumviri capitales, i triumviri monetales, i curatores viarum, i decemviri litibus iudicandis, i tribuni aerarii, i magistri vicorum et pagorum, i praefecti annonae, i duumviri navales, i quinqueviri muris turribusque reficiendis, i triumviri coloniae deducendae.

Anche il pontifex maximus veniva eletto nei comitia tributa.

Funzioni: potere legislativo

Nel 449 una legge di L. Valerius Publicola e M. Horatius Barbatus riconobbe alle decisioni dei comitia tributa il valore di legge, che tuttavia doveva essere confermata dal Senatus.

Nel 339 la Lex Publilia ribadì il valore di legge per tutto il popolo dei plebiscita dei comitia tributa.

Nel 287 la Lex Hortensia riconfermò le due precedenti leggi e abolì la conferma del Senatus.

Funzioni: potere giudiziario

I comitia tributa ebbero il potere giudiziario per le offese contro la maestà del popolo, ma non quello contro lo Stato che era di competenza dei comitia centuriata.

I comitia tributa si occupavano anche della cattiva condotta dei magistrati e dei delitti contro il pubblico interesse, soprattutto economico.

In campo privato i comitia tributa avevano competenza nei casi di disturbo della quiete pubblica, di usura, di adulterio, ecc.

I comitia tributa costituivano la Corte d'Appello.

I pubblici accusatori erano i tribuni e gli aediles.

Sistema di votazione

Si votava per tribus. La maggioranza era quindi costituita da 18 tribus.

All'interno di ciascuna tribus si votava nominalmente.

Tutte le tribus avevano lo stesso peso indipendentemente dal numero degli appartenenti a ciascuna tribus.

I comitia tributa rappresentarono un notevole successo per la plebs che nei comitia curiata era dominata dal potere delle gentes e dei loro clientes.

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CONSULES

Definizione

La suprema magistratura dello Stato era quella di consul. I due consules condividevano il potere e duravano in carica un anno. La limitazione temporale e la condivisione del potere erano state stabilite in contrapposizione alla carica unica e a vita del rex, di cui i consules erano in gran parte gli eredi.

Funzioni

Il consul aveva il potere esecutivo e comandava l'esercito. Inoltre aveva il potere giudiziario per casi eccezionali.

Il consul:

- convocava il senatus, ne presiedeva i lavori e ne mandava in esecuzione le decisioni

- convocava i comitia, poteva presiederli, ne mandava in esecuzione le decisioni

- coordinava l'opera di tutti gli altri magistrati ad eccezione dei tribuni plebis.

L'aerarium era sotto il controllo del senatus che poteva autorizzare il consul a fare determinate spese.

Istituzione della carica

La carica di consul venne stabilita all'inizio della repubblica (509) con un titolo che per qualche tempo fu quello di "praetor".

Dal 305 il nome della carica fu costantemente "consul".

Ammissione alla carica

Inizialmente potevano accedere alla carica solo i patricii.

Dal 366, in forza della Lex Licinia, poterono diventare consules anche i plebeii. L. Sextius Lateranus fu il primo console di origine plebea.

Ma i patricii tentarono di limitare l'accesso al consolato dei plebei e fu solo nel 342 che in seguito ad una insurrezione dell'esercito a Capua il principio del consolato plebeo trovò piena conferma.

Nel 215 gli auguri si opposero alla elezione di entrambi i consoli plebei.

Nel 172 si ebbero entrambi i consoli plebei e il fatto da allora si ripeté più volte.

Iterazione della carica

Nel 151 venne emessa una legge per vietare l'iterazione del consolato.

Elezione

I consules venivano eletti dai comitia centuriata sotto la presidenza di un consul, di un dictator o di un interrex.

Le elezioni, a partire dal 153, si tennero nel mese di luglio dell'anno precedente l'entrata in carica.

Data dell'entrata in carica

Dal 509 al 493 alle Idi di settembre.

Dal 493 al 479 alle Calende di settembre.

Dal 479 al 451 alle Calende di sestile (agosto).

Dal 451 al 449 alle Idi di maggio.

Dal 449 al 400 alle Idi di dicembre.

Dal 400 fino probabilmente al 397 alle Calende di ottobre.

Dal 397 al 327 alle Calende di quintile (luglio).

Dal 327 al 223 non si sa.

Dal 223 al 153 alle Idi di marzo.

Dal 153 alla fine alle Calende di gennaio.

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CURSUS HONORUM

Intervallo per l'assunzione della stessa carica pubblica

Nel 342 venne stabilito che dovevano passare dieci anni prima che una persona potesse ricoprire la stessa carica pubblica.

Età per l'assunzione delle cariche pubbliche

Nel 180 il tribuno L. Villio stabilì per legge l'età legale per accedere ad alcune cariche pubbliche:

- quaestor non prima di 31 anni

- aedilis non prima di 36 anni

- praetor non prima di 39 anni

- consul non prima di 42 anni.

Intervallo tra una carica e l'altra

L. Villio con la legge del 180 stabilì che dovesse esserci almeno un intervallo di 2 anni tra l'assunzione di una carica e l'altra.

Sequenza delle cariche

Probabilmente una legge del 197 stabilì che non si poteva diventare consul se prima non si era stati praetor.

Prima delle tre cariche di cui sopra (aedilis, praetor, consul) occorreva essere stati quaestor.

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DICTATOR

Definizione

Il dictator era nominato in casi particolari, soprattutto quando la patria era in pericolo. Assumeva il comando unico dell'esercito, non condivideva il potere con nessun altro collega, non rispondeva al Senato, le sue decisioni non potevano essere appellate, non poteva essere processato dopo la cessazione dalla carica per gli atti compiuti durante il suo ufficio.

Nomina

Il primo dictator venne nominato nel 501, pochi anni dopo la costituzione della repubblica.

Il dictator, chiamato anticamente anche magister populi, veniva nominato da uno dei due consoli a cui il Senato aveva dato il mandato con un senatus consultum.

Il dictator nominava il magister equitum, un assistente abbastanza indipendente.

Poteva essere nominato dictator solo un ex console.

Inizialmente solo i patricii potevano essere nominati alla carica di dictator.

Nel 356 venne ammesso alla carica il primo plebeo nella persona di C. Marcius Rutilius, nominato dal console plebeo M. Popilius Laenas.

Durata della carica

Il dictator rimaneva in carica per periodi limitati, al massimo per sei mesi ed in ogni caso non oltre la durata del console che lo aveva nominato.

 

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GENTES

Definizione

Con il termine gentes venivano indicati raggruppamenti di famiglie aventi lo stesso lo nome (nomen gentilicium) e la stessa ascendenza.

Della gens facevano parte sia i clientes che i liberti.

All'interno di una gens potevano esserci vari rami ciascuno identificato da un cognomen. Ad esempio alla gens Cornelia appartenevano le famiglie patrizie dei Dolabellae (come P. Cornelius Dolabella, genero di Cicerone), dei Maluginenses, degli Scipiones (come P. Cornelius Scipio Africanus maior), dei Rufini, dei Sullae, dei Lentuli (come L. Lentulus Sura, complice di Catilina) e le famiglie plebee dei Balbi, dei Mammulae, dei Merulae (come il flamen dialis L. Cornelius Merula), ecc.

 

 

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LIBERTI

Definizione

Con il termine liberti si indicavano gli schiavi affrancati.

Assegnazione alle tribus

Probabilmente dal censimento del 230-229 i liberti facevano parte delle quattro tribus urbanae, meno prestigiose delle 31 tribus elettorali rusticae.

Nel 174 i liberti che avevano un figlio o che avevano i requisiti per appartenere alla prima classis ebbero il diritto di potersi iscrivere a qualunque tribus.

Nel 169 il provvedimento fu revocato per coloro che avevano solo il primo requisito.

 

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OCCULTA SUFFRAGIA

Lex Gabinia - Scrutinio segreto nelle elezioni

Nel 139 la Lex Gabinia introdusse lo scrutinio segreto nelle assemblee elettorali allo scopo di impedire le intimidazioni e diminuire la corruzione. Nel 185 si erano verificate delle pressioni durante le elezioni. Cicerone afferma tuttavia che lo scrutinio, per quanto segreto, era noto agli optimates, ossia ai membri più importanti del Senato.

La segretezza del voto non eliminò la corruzione. Infatti gli accordi preelettorali previdero il pagamento del corrispettivo ad elezione avvenuta.

Lex Cassia - Estensione dello scrutinio segreto ai giudici per il reato di concussione

Nel 137 la Lex Cassia (Cicerone, De legibus 3,33; Brutus 97) estese lo scrutinio segreto alla corte competente in materia di concussione, probabilmente in reazione al comportamento di L. Aurelio Cotta che nel 138 aveva ottenuto l'assoluzione corrompendo i giudici.

Lex Papiria - Estensione dello scrutinio segreto alle assemblee legislative

Nel 131 o 130 la Lex Papiria estese lo scrutinio segreto alle assemblee legislative.

Lex Maria - Scrutinio segreto nelle elezioni

Nel 119 la Lex Maria rafforzò lo scrutinio segreto nelle elezioni.

Lex Coelia - Scrutinio segreto

Nel 107 la Lex Coelia introdusse lo scrutinio segreto nei processi per tradimento.

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PATRICII

Definizione

I patricii venivano così detti dalla parola patres. Erano un ordo costituito dalle famiglie nobili di antico lignaggio. L'ordo non era chiuso e fin dal periodo monarchico ci furono varie immissioni.

Tullus Hostilius ammise tra i patricii le gentes di Alba: Tulli, Servilii, Quinctii, Geganii, Curiatii, Cloelii, Metilii.

Ancus Marcius ammise i Tarquinii e Servius Tullius gli Octavii.

Durante la repubblica furono ammessi Appius Claudius e Domitius Ahenobarbus con le loro gentes.

Iulius Caesar con la Lex Cassia portò nell'ordine patrizio molte famiglie plebee.

Privilegi

I patricii controllavano lo Stato. Ma i ricchi plebeii presero a competere con i patricii per il potere.

I patricii tentarono di difendere i loro privilegi politici, soprattutto in termini di accesso alle cariche pubbliche, ma dovettero man mano cedere all'avanzata dei plebeii più facoltosi.

L'unica area che riuscirono a mantenere parzialmente riservata fu quella relativa ad alcune cariche religiose (rex sacrorum, flamines, salii, ecc.), ed alla esecuzione di alcuni riti.

Nobiles

Nel III secolo la parità politica tra patricii e plebeii venne sostanzialmente raggiunta. Entrambi potevano raggiungere le supreme cariche dello Stato.

Si generò allora una nuova classe che raggruppava coloro i cui antenati avevano ricoperto le magistrature curuli: i nobiles.

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PLEBS

Definizione

La plebs comprendeva tutti i cittadini ordinari non facenti parte dell'ordo dei patricii. All'inizio della repubblica i plebeii non godevano degli stessi diritti politici dei patricii.

I plebeii erano residenti, pagavano le imposte, facevano il servizio militare ma non potevano accedere alle cariche pubbliche civili e religiose. Attraverso un processo durato circa due secoli e mezzo venne raggiunta una sostanziale parità politica.

I plebeii erano divisi in due gruppi: i plebeii benestanti che aspiravano alla parità politica e i plebeii poveri più interessati al loro miglioramento economico.

I poveri erano soprattutto preoccupati dal problema dei debiti, allora esisteva anche la schiavitù per il debitore insolvente, e miravano ad acquisire un terreno di proprietà sottraendolo dall'ager publicus, ossia dal territorio gestito e controllato direttamente dallo Stato.

Dopo la secessione dell'Aventino (495) e di Monte Sacro (494) si arrivò con la mediazione di Manius Valerius ad un accordo tra plebs e senatus. Venne riconosciuto alla plebs il diritto di eleggere due magistrati: i tribuni plebis.

Concilia plebis

La comunità cultuale prese a riunirsi nei cosiddetti concilia plebis e a prendere decisioni (plebiscita).

Tempio di Cerere

Nel 493 sull'Aventino, tradizionalmente il colle dei poveri, venne dedicato un tempio agli dei Ceres (Cerere), Liberus e Libera. Nel tempio era conservato l'accordo. La cura del tempio e la custodia di quanto ivi contenuto venne affidata agli aediles, due magistrati che si affiancarono ai tribuni plebis come i quaestores erano al servizio dei consules.

Tribuni plebis

I tribuni fornivano lo ius auxilii contro l'arbitrio dei magistrati dei patricii e avevano lo ius intercedendi nella causa di un patricius contro un plebeius.

In seguito i tribuni ottennero il diritto di veto contro le decisioni di magistrati e senatori.

Comitia tributa

La plebs ottenne la costituzione dei comitia tributa, con un sistema di votazione assai favorevole in quanto non più basato sul censo, ma sulla residenza.

Leges duodecim tabularum

Nel 451 la plebs ottenne che il diritto fosse fissato per iscritto e reso pubblico. Furono redatte le Leges duodecim tabularum.

Con le Dodici Tavole veniva superato il diritto consuetudinario, che facilmente i potenti adattavano alle loro esigenze contro i poveri.

Verso la parità con i patricii

Nel 366 il plebeo L. Sextius Lateranus divenne consul.

Nel 356 il plebeo C. Marcius Rutilus divenne dictator.

Nel 351 il censorato fu aperto ai plebei.

Nel 336 i plebei ebbero la possibilità di assumere la pretura.

Nel 300 con la Lex Ogulnia le cariche di pontifex e di augur vennero aperte ai plebei.

I patricii tentarono un'ultima difesa contro la plebs che nel 286 ricorse per l'ultima volta alla secessione, ma il dittatore Q. Hortensius riuscì a ricomporre definitivamente il dissidio tra i due ordini. La distinzione tra patricii e plebeii non fu più un problema per la repubblica.

Nella stessa gens poterono trovarsi sia famiglie patrizie che famiglie plebee. Ad esempio la gens Cornelia aveva un ramo patrizio con gli Scipiones, i Sullae e i Lentuli, ed un ramo plebeo con i Balbi, i Mammulae e i Merulae.

 

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PRAETORES

Definizione

La carica di praetor venne istituita dai patricii nel 356 quando furono costretti a condividere la carica di consul con i plebeii. Alcune competenze dei consoli furono loro sottratte ed affidate al praetor, che era obbligatoriamente un patricius. Tuttavia nel 337 anche l'ufficio di praetor dovette essere aperto ai plebeii.

Funzioni

Il praetor era un magistratus curulis ed era dotato di imperium.

Al praetor competeva la funzione giudiziaria, sostituiva i consules se questi erano assenti dalla città, poteva assumere il comando dell'esercito.

Il praetor urbanus organizzava i Ludi Apollinares.

Elezione

I praetores venivano eletti annualmente insieme ai consules nei comitia centuriata.

Numero dei praetores

Nel 346 veniva eletto un solo praetor.

Nel 246 i praetores divennero due: il praetor urbanus, che si occupava dei cittadini (cives), e il praetor peregrinus, che si occupava di tutti gli altri (peregrini).

Nel 227 vennero aggiunti due praetores: uno per la Sicilia ed uno per la Sardegna.

Nel 197 il numero dei praetores venne portato a sei con l'aggiunta di due praetores per le due province della Spagna.

Silla portò il numero dei pretori a 8.

Giulio Cesare innalzò progressivamente il numero fino a sedici.

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QUAESTORES

Definizione

I quaestores parricidii svolgevano le funzioni di pubblica accusa.

I quaestores classici si occupavano delle entrate della repubblica.

La nomina a quaestor aveva l'importante conseguenza di poter entrare a far parte del Senato.

Funzioni

I quaestores parricidii si occupavano degli assassini e di altri gravi reati fino alla esecuzione della sentenza. Furono progressivamente sostituiti in questa funzione da altre magistrature.

I quaestores classici collaboravano strettamente con il Senato che aveva il controllo delle entrate e delle uscite della repubblica, accompagnavano i consoli durante le loro campagne militari come addetti alle finanze, provvedevano al pagamento dei soldati, dividevano il bottino.

Elezioni

I quaestores venivano eletti annualmente.

Inizialmente i quaestores erano solo patricii e venivano eletti dal popolo su indicazione dei consules.

Dal 441 vennero eletti dal popolo, senza indicazione dei consoli, nei comitia tributa o centuriata.

Nel 409 tre su quattro quaestores erano plebeii.

Numero dei quaestores

Nel 421 il numero dei quaestores venne fissato a quattro.

Nel 265 il numero dei quaestores fu portato a otto per far fronte alle nuove esigenze che derivavano dal controllo di tutta l'Italia.

Silla portò il numero a venti.

Giulio Cesare elevò il numero dei quaestores fino a quaranta.

 

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SENATORES

Definizione

Il senatus era l'assemblea dei senatores. Venne istituito al tempo dei re.

Inizialmente i membri erano solo patricii (da patres). Venne allargato ai plebeii, che furono chiamati conscripti. Questi ultimi ebbero il diritto di parola e potevano esprimere il loro voto contrario solo allontanandosi (pedibus in sententiam ire, pedarii).

Il senatus esaminava le proposte di legge prima che queste venissero sottoposte ai comitia per l'approvazione. Non era quindi un organo legislativo ma preparatorio.

Al senatus competeva decidere sui rapporti e i trattati internazionali, sulla gestione dei beni pubblici, sul tesoro e le finanze della repubblica.

Durata della carica

I senatores erano a vita, ma potevano essere rimossi dai censores.

Numero dei senatores

Il numero dei senatores variò nel tempo.

All'inizio della repubblica furono trecento.

Silla portò il numero a circa seicento.

Giulio Cesare innalzò il numero a novecento.

Ammissione alla carica

Potevano divenire senatores coloro che avevano ricoperto cariche pubbliche di un certo livello. La questura era il livello minimo. Pertanto si poteva divenire senatori a 32 anni.

All'inizio i consules avevano il potere di nominare i senatores. Successivamente il compito passò ai censores.

I posti vacanti potevano essere occupati solo in occasione del censimento, ossia ogni cinque anni.

Proibizione del commercio

Ai senatores venne vietato di svolgere attività mercantili. Con la Lex Claudia del 218 venne proibito ai senatori di possedere navi da carico capaci di portare più di 300 anfore. La limitazione ebbe l'effetto di far concentrare le attività private dei senatori nel possesso della terra.

Sedute del Senato

Il Senato si riuniva alle calende, alle none e alle idi di ogni mese, oltre che in altre occasioni straordinarie.

Poteva essere convocato dai magistrati curuli e dai tribuni plebis.

Se un senatore non partecipava, senza valido motivo, ad una seduta, poteva essere sottoposto ad una pena pecuniaria.

Le sedute si svolgevano anticamente nella Curia Hostilia.

Molti templi furono sedi del Senato (tempio della Concordia, tempio di Bellona, tempio nei pressi di Porta Capena, ecc.).

Il console poteva convocare il Senato a casa.

Le votazioni erano a maggioranza. O venivano contati i voti o i senatori si spostavano da una parte o dall'altra per segnalare il loro accordo o disaccordo.

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TRIBUNI PLEBIS

Definizione

I tribuni plebis erano inizialmente i rappresentanti della plebe, ma nel tempo si trasformarono in rappresentanti e difensori di tutti i cittadini.

Vennero istituiti nel 494 dopo la secessione della plebe a Monte Sacro.

Loro compito era la protezione di ogni cittadino contro gli abusi dei magistrati.

Le persone dei tribuni vennero dichiarate sacre ed inviolabili per evitare che fossero sottoposte a maltrattamenti, pressioni, ricatti o minacce.

Evoluzione

Nel 456 i tribuni plebis convocarono il Senato, contro il parere dei consoli, per discutere una loro proposta.

Nel 452 i tribuni chiesero ai consoli di convocare il Senato per effettuare un senatus consultum e parteciparono alla seduta.

Nel 431 il Senato chiese ai tribuni di costringere i consoli a nominare un dittatore.

Dopo il secondo decemvirato i tribuni acquisirono il diritto di presenziare alle sedute del Senato.

L'inviolabilità dei tribuni venne confermata dalla Lex Horatia.

Fino al 394 i dieci tribuni decidevano a maggioranza, ma da allora venne deciso che ognuno aveva il diritto di veto. Il provvedimento causò gravi problemi alla operatività del tribunato.

Nel 132 i tribuni vennero nominati senatori di diritto.

Silla privò i tribuni di quasi tutti i poteri meno lo ius auxiliandi.

Pompeo restituì ai tribuni le loro prerogative.

Elezioni

I tribuni plebis erano eletti annualmente dai comitia tributa, a cui partecipavano sia patricii che plebeii.

Potevano essere eletti solo plebeii o patricii che avessero rinunciato al loro ordine di nascita.

Negli ultimi tempi della repubblica divenne prassi eleggere i tribuni tra i senatori. Infatti normalmente si conseguiva la questura e poi il tribunato. In caso di elezione di equites al tribunato, questi acquisivano il diritto di entrare in Senato allo stesso livello dei questori.

Numero dei tribuni plebis

Il numero dei tribuni plebis variò nel tempo.

Nel 493 erano due.

Nel 457 erano dieci, due per ogni classis.

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Riferimenti bibliografici:

 

Antichità classica

Garzanti

Alfoldy G.

Storia sociale dell'antica Roma

Il Mulino

Caio Velleio Patercolo

Storia romana

Rizzoli

Cassio Dione

Storia romana

Rizzoli

Cicerone

Dello Stato

Mondadori

Crawford M. H.

Roma nell'età repubblicana

Il Mulino

Diodoro Siculo

Biblioteca storica

Rusconi

Floro

Epitome di storia romana

Rusconi

Giardina A. - Schiavone A.

Storia di Roma

Einaudi

Michelet J.

Storia di Roma

Rusconi

Mommsen Th.

Storia di Roma antica

Sansoni

Ogilvie R. M.

Le origini di Roma

Il Mulino

Plutarco

Vite parallele

Mondadori

Polibio

Storie

Rizzoli

Scullard H. H.

Storia del mondo romano

Rizzoli

Tito Livio

Storia di Roma dalla sua fondazione

Rizzoli

 

 
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