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I TURCHI E L'EUROPA

Dalla battaglia di Manzikert
alla caduta di Costantinopoli

 

Nell'XI secolo l'Impero Bizantino, erede dell'Impero Romano d'Oriente, si estendeva dai Balcani allo stretto dei Dardanelli e da questi al fiume Eufrate.

Nel 1453 l'ultimo lembo dell'Impero Bizantino, una città, Costantinopoli, cadde in mano ai turchi.

Il jihad, la guerra santa iniziata alla morte di Maometto, arrivava in Europa per rimanervi fino alla vittoria totale dell'Islam.

I cristiani di Grecia, Serbia, Bosnia, Albania, Romania, Bulgaria, Ungheria e di tutte le terre di Asia Minore furono sottomessi alla legge musulmana.

Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati. Corano, Sura 9, 29

Non siate dunque deboli e non proponete la pace mentre siete più forti. Allah è con voi e non diminuirà il valore delle vostre azioni. Corano, Sura 47, 35

Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi miscredenti ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l'orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso. Corano, Sura 9, 3-5

 

LocalitÓ: Europa

Epoca: Dal 1070 al 1453

 


 

Sultanato di Rum (1077-1307)

Sultanato di Rum - Seconda metÓ del XIII secolo

Secolo XI

Secolo XII

Secolo XIII

 

Impero Ottomano (1299-1922)

Impero Ottomano - Seconda metÓ del XV secolo

Osman I (1299-1324)

Orkhan I (1324-1362)

Murad I (1362-1389)

Bayazed I (1389-1402)

Interregno (1402-1413)

Mehmed I (1413-1421)

Murad II (1421-1451)

Mehmed II (1451-1481)

 


 

Sultanato di Rum - Secolo XI

Suleyman Ibn Kutalmish (1077-1086)

Kilig Arslan I (1092-1107)

 

IMPERATORI BIZANTINI

Costantino X Ducas (1059-1067)

Romano IV Diogene (1068-1071)

Michele VII Ducas (1071-1078)

Niceforo III Botaniate (1078-1081)

Alessio I Comneno (1081-1118)

 

L'Impero Bizantino nella prima metà dell'XI secolo

Nella prima metà dell'XI secolo l'Impero Bizantino, erede dell'Impero Romano d'Oriente, si estendeva, nella sua parte asiatica, fino al fiume Araxes, odierno Aras, in Armenia. Comprendeva nel suo territorio l'odierna Turchia, allora abitata da popolazioni di lingua greca.

Erano bizantine, e sono oggi turche, città come:

- Antiochia, odierna Antakya, città fondata da Seleuco I, generale di Alessandro Magno;

- Tarso, odierna Tarsus, la patria di San Paolo;

- Brussa, odierna Bursa, fondata nel II secolo a.C. da Prusia I, re di Bitinia;

- Magnesia al Meandro, fondata dai tessali nel VII secolo a.C. presso il fiume Leto affluente del Meandro;

- Smirne, odierna Izmir, fondata nell'XI secolo a.C. dai greci;

- Nicea, odierna Iznik, fondata da Antigono I, re di Macedonia nel IV secolo a.C.

- Antalia, odierna Antalya, fondata nel II secolo a.C. da Attalo II, re di Pergamo;

- Trabezunte o Trebisonda, odierna Trabzon, fondata nell'VIII secolo a.C. dai greci;

- Ancyra, odierna Ankara, capitale della provincia romana della Galazia;

- Iconio, odierna Konya, capitale della provincia romana di Licaonia;

- Nicomedia, odierna Izmit, fondata nel III secolo a.C., capitale della Bitinia, residenza degli imperatori romani Diocleziano e Costantino.

 

I turchi selgiuchidi

I turchi selgiuchidi presero nome da Selgiuk, fondatore della dinastia. Provenivano dall'Asia. Si convertirono all'islam nel X secolo.

Tra il 1040 e il 1055 Toghrul Beg, nipote di Selgiuk, conquistò la maggior parte dell'area corrispondente agli odierni Iran e Iraq. Il califfo di Baghdad venne messo sotto protezione.

Nel 1063 salì al trono Alp Arslan.

Nella primavera del 1064 invase l'Armenia, la cui capitale, Ani, venne conquistata nel 1065.

 

L'avanzata dei turchi in Anatolia (1067-1070)

I turchi avanzarono nella penisiola anatolica.

La Cilicia venne saccheggiata.

La Cappadocia fu conquistata e Cesarea, odierna Kayseri, venne espugnata nel 1067.

Nel 1068 venne conquistata Iconium, odierna Konya.

Nel 1070 venne raggiunto il fiume Meandro, odierno Menderes.

Alp Arslan si fermò a pochi chilometri da Ancyra, odierna Ankara.

 

Battaglia di Mazincerta, odierna Malazgirt, detta anche Manzikert (1071)

L'imperatore bizantino Romano IV Diogene, salito al trono nel 1068, nella seconda settimana di marzo del 1071 valicò il Bosforo con un grande esercito deciso a recuperare i territori perduti.

Il 19 agosto 1071 in Armenia, a Mazincerta, nei pressi del lago Van, si svolse la battaglia.

Romano fu sconfitto, tuttavia riuscì a contenere i danni concludendo un accordo con Alp Arslan.

Avrebbe dovuto pagare un tributo annuo, fornire supporto militare ai selgiuchidi nelle loro imprese, cedere Edessa, Antiochia e Ieropoli.

Inoltre doveva dare in moglie al sultano una delle sue figlie.

Ma Romano venne deposto, gli successe Michele VII Ducas che non rispettò il trattato.

 

In Anatolia (1073)

I selgiuchidi dopo due anni di trattative ripresero la guerra e nell'estate del 1073 invasero l'Anatolia.

 

Roussel di Bailleul

Michele VII Ducas incaricò il capitano di ventura Roussel di Bailleul, un normanno, di contrastare i turchi. Ma quando questo costituì un suo stato indipendente in Asia Minore, Michele chiese il soccorso proprio dei selgiuchidi.

Roussel venne catturato dall'imperatore Alessio Comneno con l'aiuto dei turchi.

 

Costituzione del Sultanato di Rum (1077-1307)

Nel 1075 il turco Suleyman ibn Kutalmish strappò Nicea, odierna Iznik, e Nicomedia, odierna Izmit, ai bizantini.

Nel 1077 Suleyman costituì il Sultanato di Rum. Il nome ricordava che quelle terre erano appartenute all'Impero Romano. La capitale venne posta a Nicea.

Lingua ufficiale del Sultanato fu il persiano. I turchi selgiuchidi si richiamavano infatti all'antica tradizione iranica e si consideravano successori dei sassanidi.

I bizantini conservarono la parte occidentale dell'Asia Minore e le zone costiere sia sul Mediterraneo che sul Mar Nero.

 

Invasione dell'Asia Minore (1081)

Nel 1081 salì al trono bizantino il generale Alessio Comneno.

Nonostante l'impegno militare del nuovo imperatore i selgiuchidi dilagarono in tutta l'Asia Minore.

 

In Cilicia e Siria settentrionale (1084)

I turchi attaccarono la Cilicia e la Siria settentrionale. Nel 1084 entrarono in Antiochia.

 

La prima crociata (1096-99)

Nel 1096 arrivarono a Costantinopoli i crociati.

All'inizio del 1097 Alessio concluse con i comandanti dei crociati il seguente accordo: avrebbe fornito supporto logistico in cambio della consegna delle città appartenute in precedenza all'Impero Bizantino.

 

Liberazione di Nicea, Smirne, Efeso e Sardi (1097)

Nel giugno del 1097 i crociati liberarono Nicea.

Gli imperiali ripresero Smirne, Efeso e Sardi. Crociati ed imperiali recuperarono l'Asia Minore occidentale.

L'esercito crociato proseguì, seguendo l'antica strada militare, per Dorileo, Iconio, Cesarea e Germanicea fino ad arrivare ad Antiochia.

A Dorileo, odierna Eskisehir, i turchi tentarono inutilmente di bloccare l'avanzata dei crociati.

 

Liberazione di Antiochia e di Edessa (1098)

Il 3 giugno 1098 Antiochia venne liberata. Poi i crociati ripresero Edessa.

 

Liberazione di Gerusalemme (1099)

Il 5 luglio 1099 Gerusalemme tornava ad essere una città cristiana.

Era stata tolta all'Impero Bizantino nel 637 dal califfo Omar, successore di Abu Bakr, successore di Maometto.

 


 

Sultanato di Rum - Secolo XII

Malik Shah (1107-1116)

Mas'ud (1116-1156)

Kilig Arslan II (1156-1192)

Kay Khusrau I (1192-1196)

Suleyman II (1196-1204)

 

IMPERATORI BIZANTINI

Alessio I Comneno (1081-1118)

Giovanni II Comneno (1118-1143)

Manuele I Comneno (1143-1180)

Alessio II Comneno (1180-1183)

Andronico I Comneno (1183-1185)

Isacco II Angelo (1185-1195)

Alessio III Angelo (1195-1203)

 

Incursioni dei turchi (1111-1116)

Nell'autunno del 1111 i turchi del Sultanato di Rum ripresero le ostilità.

Ampie zone dell'Asia Minore erano rimaste in mano ai selgiuchidi che le utilizzarono per rapide incursioni in Tracia.

Nel 1113 Nicea venne assediata ma gli imperiali riuscirono a respingere i turchi.

Nel 1115 ripresero nuovamente le ostilità.

Nel 1116 Alessio I Comneno sconfisse il sultano Malik-Shah.

 

La questione di Antiochia (1137)

I crociati, secondo gli accordi, avrebbero dovuto restituire all'imperatore bizantino la città di Antiochia. Ma il principe normanno Boemondo non rispettò i patti.

Iniziò una guerra a tre: turchi e bizantini contro i latini. I turchi vi furono coinvolti con l'emirato dei Danishmendiyya di Melitene.

Nel 1137 Antiochia si sottomise all'imperatore bizantino Giovanni II Comneno.

 

Seconda crociata (1147)

Nell'autunno del 1147 i crociati tedeschi arrivarono a Costantinopoli.

Corrado III di Germania decise di affrontare i turchi senza attendere l'arrivo dei francesi guidati da Luigi VII. Venne sconfitto dai selgiuchidi nei pressi di Dorileo.

I francesi e i resti dell'esercito tedesco si spostarono ad Efeso dove Corrado si ammalò e dovette ritornare a Costantinopoli. Luigi proseguì verso Antalya dove si imbarcò verso la Terrasanta.

I bizantini non presero parte alla seconda crociata perché l'imperatore Manuele Comneno aveva stipulato una tregua con i turchi.

 

Bizantini contro i cristiani (1158-1159)

Nel 1158 l'imperatore Manuele Comneno prese le armi contro il principe armeno Thoros, un cristiano, che aveva stabilito il proprio dominio in Cilicia. Thoros si sottomise.

Nel 1159 Manuele Comneno combatté contro Rainaldo di Chatillon che governava Antiochia. Rainaldo si sottomise.

 

Accordo dei bizantini con i turchi (1162)

L'emiro di Aleppo, Nureddin, concluse un accordo con Manuele Comneno. Restituì 6000 prigionieri cristiani e promise che avrebbe appoggiato un'azione militare contro il Sultanato di Rum.

La minaccia ebbe i suoi effetti e nel 1162 il sultano di Rum Kilig Arslan passò tre mesi a Costantinopoli per negoziare un accordo.

Kilig Arslan restituì un certo numero di città, tra cui Sebastea, odierna Sivas, sull'Halys, odierno Kizilirmak, e si impegnò a prestare aiuto militare ai bizantini.

 

Battaglia di Miriocefalon (1176)

Nel 1175 il sultano di Rum, Kilig Arslan, invase il territorio bizantino in Asia Minore.

Manuele Comneno si pose personalmente alla guida di un esercito che il 17 settembre 1176 venne completamente distrutto dai turchi in Frigia presso Miriocefalon.

La sconfitta fu della stessa gravità di quella subita da Romano Diogene a Mazincerta un secolo prima, sempre ad opera dei turchi selgiuchidi.

 

Trattato di pace (1180)

Nella primavera del 1180 Manuele Comneno firmò un trattato di pace con i turchi.

 

Ad Antalya (1181)

Nel 1181 i selgiuchidi, un anno dopo la morte di Manuele, ripresero le ostilità, occuparono Sozopoli e Kotayon, raggiunsero la costa del Mediterraneo nei pressi di Antalya.

 

Terza crociata (1190)

Nel 1187, ad Hattin, Saladino sconfisse e fece prigioniero Guido di Lusignano, re di Gerusalemme. La posizione dei cristiani divenne difficilissima.

In Europa venne organizzata la terza crociata per liberare la Città Santa, ricaduta in mano agli islamici.

L'imperatore di Germania Federico Barbarossa decise di raggiungere la Palestina via terra, ma non riuscì a convincere i bizantini delle sue buone intenzioni.

I greci opposero resistenza alle truppe crociate. Filippopoli e Adrianopoli dovettero essere conquistate dai tedeschi per aprirsi la strada verso l'Oriente. La stessa Costantinopoli venne minacciata.

Finalmente nel 1190 l'imperatore bizantino Isacco II accettò di sostenere logisticamente l'esercito tedesco. Disgraziatamente il 10 giugno Federico morì sul fiume Oronte in Cilicia durante la marcia verso la Palestina.

La terza crociata verrà continuata dal re d'Inghilterra Riccardo Cuor di Leone e dal re di Francia Filippo Augusto. I due preferirono raggiungere la Palestina via mare.

Riccardo, durante il viaggio, conquistò l'isola di Cipro, possedimento bizantino, e lo affidò prima ai templari e poi all'ex re di Gerusalemme Guido di Lusignano.

 

Regno di Cilicia (1198)

Nel 1198 venne fondato il regno cristiano di Armenia Minor in Cilicia.

 


 

Sultanato di Rum - Secolo XIII

Kilig Arslan III (1204-1205)

Kay Khusrau I bis (1205-1211)

Kay Ka'us I (1211-1220)

Kay Qubadh I (1220-1237)

Kay Khusrau II (1237-1246)

Kay Ka'us II (1246-1260)

Kilig Arslan IV (1248-1265)

Kay Qubadh II (1249-1257)

Kay Khusrau II bis (1257-1259)

Kay Khusrau III (1265-1282)

Mas'ud II (1282-1284)

Kay Qubadh III (1284)

Mas'ud II bis (1284-1293)

Kay Qubadh III bis (1293-1294)

Mas'ud II ter (1294-1301)

Kay Qubadh III ter (1301-1303)

Mas'ud II quater (1303-1307)

Mas'ud III (1307)

 

IMPERATORI BIZANTINI

Alessio III Angelo (1195-1203)

Isacco II Angelo e Alessio IV Angelo (1203-1204)

Alessio V Murzufo (1204)

Teodoro I Lascaris (1204-1222)

Giovanni III Ducas Vatatze (1222-1254)

Teodoro II Lascaris (1254-1258)

Giovanni IV Lascaris (1258-1261)

Michele VIII Paleologo (1259-1282)

Andronico II Paleologo (1282-1328)

 

IMPERATORI LATINI D'ORIENTE

Baldovino I di Fiandra (1204-1205)

Enrico di Fiandra (1206-1216)

Pietro di Courtenay (1217)

Iolanda (1217-1219)

Roberto di Courtenay (1221-1228)

Baldovino II (1228-1261)

Giovanni di Brienne (1231-1237)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Enrico Dandolo, doge (1192-1205

Pietro Ziani, doge (1205-1229)

Jacopo Tiepolo, doge (1229-1249)

Marino Morosini, doge (1249-1253)

Raniero Zeno, doge (1253-1268)

Lorenzo Tiepolo, doge (1268-1275)

Jacopo Contarini, doge (1275-1280)

Giovanni Dandolo, doge (1280-1289)

Pietro Gradenigo, doge (1289-1311)

Marino Zorzi, doge (1311-1312)

Giovanni Soranzo, doge (1312-1328)

 

 

Quarta crociata (1204)

Nel 1203 la quarta crociata, partita da Venezia, venne deviata contro Costantinopoli, che fu conquistata il 17 luglio.

A causa di una insurrezione, la città dovette essere riconquistata il 13 aprile 1204.

 

Impero Latino d'Oriente (1204-1261)

L'Impero Bizantino venne abolito e venne costituito l'Impero Latino d'Oriente, che fu spartito principalmente tra francesi e veneziani.

I bizantini riuscirono a difendere una parte del territorio dell'Asia Minore dove costituirono l'Impero di Nicea e l'Impero di Trebisonda, entrambi confinanti con il Sultanato di Rum, la cui capitale venne stabilita ad Iconio, odierna Konya.

 

Impero bizantino di Nicea

L'Impero di Nicea si trovò a dover combattere contro i latini, che controllavano le rive dell'Egeo in Asia Minore, e contro i musulmani, che dominavano i territori verso est.

Nel 1211 il sultano Kaikosru I, con il pretesto di rimettere sul trono l'ex imperatore Alessio III, attaccò l'Impero di Nicea.

I bizantini stavano per essere sconfitti ad Antiochia sul Menandro, quando il sultano rimase ucciso, forse in duello con l'imperatore bizantino Teodoro Lascaris. I turchi si ritirarono.

 

Ad Antalya (1207)

Nel 1207 i turchi conquistarono Antalya, importante porto sul Mediterraneo.

 

Impero bizantino di Trebisonda, vassallo dei turchi (1214)

Nel 1214 i turchi, guidati dal sultano Kay Ka'us, conquistarono l'importante città di Sinope.

L'Impero di Trebisonda si ridusse ad una stretta striscia di terra sulle coste del Mar Nero, completamente circondata dai turchi, di cui divenne uno Stato vassallo.

 

In Cilicia

Nel 1214 i turchi sottomisero la Cilicia.

 

Sulla costa dell'Asia Minore (1221-1225)

Tra il 1221 e il 1225 il sultano Kay Qubadh I conquistò ampie zone costiere sul Mediterraneo.

 

In Crimea (1225)

Nel 1225 Kay Qubadh I attraversò il Mar Nero e occupò zone della Crimea.

 

I mongoli nel XIII secolo

All'inizio del XIII secolo i mongoli, guidati da Gengis Khan, che regnò dal 1206 al 1227, si organizzarono in un potente Stato che minacciò l'esistenza della civiltà europea, islamica e cinese.

Nel 1237 Batu, nipote di Gengis Khan, entrò in Europa e sconfisse i bulgari del Volga. Nello stesso anno sconfisse i russi ed arrivò a Novgorod, senza però conquistarla. Nel 1240 entrò in Kiev. Poi i mongoli penetrarono in Slesia e Moravia. Nel 1241 arrivarono al Danubio, lo valicarono e raggiunsero, attraverso la Croazia e la Dalmazia, il Mar Adriatico. Poi si ritirarono attestandosi sul Volga dove costituirono il dominio dell'Orda d'Oro.

Tra marzo ed aprile del 1257 Hulegu, nipote di Gengis Khan, avanzò verso Baghdad, sede del califfato abbaside. Nel 1258 la città cadde in mano ai mongoli.

Hulegu avanzò fin quasi sulle coste del Mediterraneo.

Nel 1260 i mongoli vennero fermati dai Mamelucchi, guidati da Baybars, ad Ayn Jalut.

I sovrani mongoli, originariamente pagani, oscillarono tra cristianesimo, buddismo ed islamismo.

Nel 1295 Gazan Khan, buddista, si convertì all'islam, che divenne religione di Stato.

Vennero immediatamente bruciate le chiese, le sinagoghe ed i templi buddisti.

Nel 1303 i Mamelucchi sconfissero i mongoli e ripresero il controllo della Siria.

 

I mongoli in Anatolia (1243)

Nel 1242 i mongoli giunsero in Asia Minore.

Il 26 giugno 1243 sconfissero il sultano di Rum Kay Khusrau II nella battaglia di Kose-Dag nell'Anatolia orientale, saccheggiarono Sebastea e distrussero Cesarea in Cappadocia.

Sia il sultano di Rum che l'imperatore di Trebisonda divennero vassalli dei mongoli.

L'Impero di Nicea concluse un'alleanza con il Sultanato di Rum. Ma i mongoli non entrarono in Nicea.

Il Sultanato di Rum subì diverse traversie per le lotte interne e per quelle contro i mongoli.

 

Immigrazione dei turchi verso l'Asia Minore occidentale

Dopo la conquista di Baghdad da parte dei mongoli, numerose tribù turche abbandonarono o furono costrette ad abbandonare i loro territori.

Si spostarono verso il confine anatolico con l'Impero di Nicea per condurre la guerra santa contro i cristiani.

 

Restaurazione dell'Impero Bizantino (1261)

Nel 1261 i sovrani di Nicea riuscirono a riconquistare Costantinopoli e a restaurare l'Impero Bizantino.

L'Impero Latino d'Oriente era durato meno di 60 anni.

 

Emirati turchi indipendenti in Asia Minore

La restaurazione dell'Impero Bizantino comportò un allentamento del controllo sul territorio in Asia Minore.

I ghazi, i guerrieri musulmani votati alla lotta contro gli infedeli, si scatenarono e occuparono gran parte del territorio cristiano.

I greci si ritirarono nelle città che rimasero praticamente isolate rispetto alla campagna.

Nella seconda metà del XIII secolo i turchi immigrati si impadronirono di quasi tutta l'Asia Minore occidentale, ma, anziché porsi alle dipendenze del Sultanato di Rum, costituirono dei principati indipendenti, in turco beylik.

Il Sultanato di Rum si ridusse alla zona intorno a Konya e a una stretta fascia costiera.

Nel 1277 i turchi karamanidi conquistarono Konya. Il principato karamanide fu il primo ad adottare ufficialmente la lingua turca.

 

Tentativo di riconquista dei bizantini (1290-1293)

Dal 1290 al 1293 l'imperatore Andronico II assunse il comando dell'esercito per liberare la Bitinia, la zona dell'Asia Minore sul Mar Nero, ma senza grandi risultati.

 

Il beilikato o emirato di Osman (1299)

Uno degli principati avrebbe avuto un ruolo decisivo nella storia d'Europa: il beilikato guidato da Osman, forma turchizzata dell'arabo 'Uthman, da cui 'Uthmanli/Osmanli, Ottomani.

Nel 1299 Osman dichiarò la sua indipendenza dall'Impero Selgiuchide. Nasceva il primo nucleo dell'Impero Ottomano destinato a durare fino al 1922.

Nel 1307 il Sultanato di Rum giunse alla sua fine.

 




 

Impero Ottomano (1299-1922)

Osman I (1299-1324)

Osman I

 

IMPERATORI BIZANTINI

Andronico II Paleologo (1282-1328)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Pietro Gradenigo, doge (1289-1311)

Marino Zorzi, doge (1311-1312)

Giovanni Soranzo, doge (1312-1328)

 

 

L'Impero Bizantino all'inizio del XIV secolo

All'inizio del XIV secolo l'Impero Bizantino non possedeva più in Asia Minore che qualche città: Nicea, Nicomedia, Sardi, l'antica capitale della Lidia, Brussa, Filadelfia, odierna Alasehir, Magnesia al Meandro, Ania ed Eraclea sul Mar Nero.

Tutto il resto del territorio era in mano dei turchi selgiuchidi o dei turchi immigrati di fronte all'avanzata dei mongoli.

 

Battaglia di Magnesia (1302)

Nella primavera del 1302 Michele IX, figlio dell'imperatore Andronico II Paleologo, fu sconfitto dai turchi a Magnesia.

 

A Nicomedia (1302)

Il 27 luglio del 1302 i bizantini, guidati dal generale Muzalon, furono sconfitti dai turchi ottomani a Bafeus, presso Nicomedia, odierna Izmit.

 

Ruggero de Flor e i catalani (1302-1304)

L'imperatore Andronico chiamò in aiuto i mercenari catalani guidati da Ruggero de Flor.

Nel settembre 1302 i mercenari sbarcarono e andarono in aiuto di Cizico assediata dai turchi.

Nella primavera del 1303 i turchi erano in ritirata ovunque. Filadelfia venne liberata dall'assedio dei turchi karamani, 18.000 dei quali vennero uccisi.

Nel 1304 Ruggero stava assediando Magnesia per riportarla in mani cristiane. Andronico II Paleologo lo richiamò a Costantinopoli con una scusa.

Ruggero venne investito del feudo dell'Asia bizantina, ma prima di partire il coimperatore Michele gli offrì un grande banchetto e lo uccise insieme a tutti gli ufficiali catalani.

Andronico e Michele avevano ucciso gli unici soldati che avevano dimostrato di saper fermare i turchi.

 


 

Orkhan I (1324-1362)

Orkhan I

 

IMPERATORI BIZANTINI

Andronico II Paleologo (1282-1328)

Andronico III Paleologo (1328-1341)

Giovanni V Paleologo (1341-1391)

Giovanni VI Cantacuzeno (1347-1354)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Giovanni Soranzo, doge (1312-1328)

Francesco Dandolo, doge (1329-1339)

Bartolomeo Gradenigo, doge (1339-1342)

Andrea Dandolo, doge (1343-1354)

Marin Faliero, doge (1354-1355)

Giovanni Gradenigo, doge (1355-1356)

Giovanni Dolfin, doge (1356-1361)

Lorenzo Celsi, doge (1361-1365)

 

 

A Brussa, Lopadion, Nicea (1326-1331)

Il 6 aprile 1326 Brussa, odierna Bursa, dopo un assedio di sette anni, venne presa dal turco Orkhan, figlio di Osman.

Bursa divenne la capitale degli Ottomani.

Il 13 maggio 1327 i turchi entrarono in Lopadion, odierna Ulubad.

Il 10 giugno 1329 l'imperatore Andronico III Paleologo venne sconfitto a Pelekanon.

Nicea, odierna Iznik, si arrese il 2 marzo 1331.

 

A Nicomedia (1337)

Nell'agosto del 1333 Andronico III concluse una tregua con Orkhan. L'imperatore pagò 12.000 iperperi d'oro per conservare Nicomedia e alcune fortezze.

Ma i turchi tornarono all'assalto e nel 1337 Nicomedia cadde.

Tra il 1326 e il 1337 i bizantini persero quasi tutte le città dell'Asia Minore occidentale, l'unica parte della penisola anatolica loro rimasta.

 

Giovanni Cantacuzeno chiama i turchi in Europa (1344)

Nel 1344-1345 Orkhan venne chiamato in Europa da Giovanni Cantacuzeno durante una delle lotte civili che travagliavano l'Impero Bizantino. I turchi misero piede per la prima volta in Europa.

Nel 1346 Orkhan sposò una figlia di Giovanni Cantacuzeno. Il matrimonio fu celebrato a Selymbria/Silivri, nei pressi di Costantinopoli.

Il 2 febbraio 1347 Giovanni Cantacuzeno, con l'aiuto di Orkhan, entrò in Costantinopoli e si proclamò imperatore con il nome di Giovanni VI Cantacuzeno. Giovanni V Paleologo rimase coimperatore.

 

In Tracia (1352)

Nel 1352 Suleyman, figlio di Orkhan, intervenne nel conflitto tra Matteo, figlio di Giovanni Cantacuzeno, e Giovanni V Paleologo. I turchi combatterono al fianco di Matteo contro bizantini, serbi e bulgari accorsi a difendere l'imperatore Giovanni V Paleologo.

Il Cantacuzeno aveva posto la sua base ad Adrianopoli, odierna Edirne.

I turchi ne approfittarono per stabilire dei presidi a Tzympe/Cimbi e in altre fortezze della Tracia.

 

A Gallipoli (1354)

Alla fine del 1354 Giovanni VI Cantacuzeno abdicò. Unico imperatore rimase Giovanni V Paleologo.

Suleyman continuò a combattere contro i bizantini. Conquistò Gallipoli, odierna Gelibolu, nella penisola del Chersoneso all'entrata dei Dardanelli.

 

A Didimotica

Halil, un figlio di Orkhan, venne catturato dai pirati che lo portarono a Smirne, allora in mano ai greci. Giovanni V Paleologo lo liberò e gli diede in moglie la propria figlia.

Ma le operazioni militari dei turchi in Tracia non si fermarono. Venne conquistata anche Didimotica/Dimetoka.

 

Ad Eraclea sul Mar Nero (1360)

Nel 1360 i turchi entrano ad Eraclea, odierna Eregli, sul Mar Nero.

 


 

Murad I (1362-1389)

Murad I

 

IMPERATORI BIZANTINI

Giovanni V Paleologo (1341-1391)

Andronico IV Paleologo (1376-1379)

 

SERBIA

Stefano Uros, imperatore (1355-1371)

Vukasin, re (1365-1371)

Lazzaro, principe (1371-1389)

 

BULGARIA

Ivan Alessandro, zar (1331-1371)

Ivan Shishman, zar (1371-1393)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Lorenzo Celsi, doge (1361-1365)

Marco Corner, doge (1365-1368)

Andrea Contarini, doge (1368-1382)

Michele Morosini, doge (1382)

Antonio Venier, doge (1382-1400)

 

 

La crociata di Amedeo di Savoia contro i turchi (1366-1367)

Il 1° aprile 1364 il conte Amedeo di Savoia diventò crociato.

Nel 1366 con una flotta raggiunse Costantinopoli.

Riuscì a riprendere alcune città sul Mar Nero.

Il 23 agosto 1366 liberò Gallipoli.

Nel maggio 1367 liberò Enneakossia e poi Kaloneyro.

Nel giugno 1367 Amedeo consegnò tutte le terre liberate ai bizantini e ripartì per Venezia.

 

Ad Adrianopoli (1371)

Nel 1371 Murad si impossessò di Adrianopoli, odierna Edirne.

 

Sconfitta dei serbi a Maritza (1371)

Il 26 settembre 1371 Murad sconfisse presso Cernomen sul fiume Maritza, in greco Euros, il re serbo Vukasin e suo fratello Giovanni Ugljesa, il despota di Serres. I due fratelli morirono in battaglia.

I serbi dovettero dichiararsi vassalli dei turchi.

 

I bizantini cedono Gallipoli e Filadelfia (1376)

Nel 1373 Murad I e l'imperatore Giovanni V Paleologo, che si era dichiarato suo vassallo, combatterono insieme contro due loro figli ribelli: Andronico IV e Savci.

Nel 1376 Murad decise di appoggiare Andronico IV Paleologo, lo riportò a Costantinopoli ed in cambio Gallipoli ritornò ai turchi.

Poi Murad tornò ad appoggiare Giovanni V.

 

In Bulgaria (1376)

Nel 1376 Murad occupò Sofia e costrinse Shishman, zar dei bulgari, a dichiararsi suo vassallo.

 

A Serres (1383)

Nel 1383 i turchi entrarono a Serres, odierna Serrai, anticamente Siris, a nord-est di Salonicco.

 

A Sofia (1385)

Nel 1385 Sofia, la Serdica dell'Impero Romano, la Sardica dei bizantini, la Sredets dei bulgari, cadde in mano agli islamici.

 

In Serbia (1386)

Nel 1386 i turchi arrivarono a Nis, l'antica Naissus, città natale dell'imperatore Costantino, punto di incontro di numerose strade.

 

In Grecia (1386)

Nel 1386 i turchi conquistarono Tessalonica, odierna Salonicco, dopo quattro anni di assedio.

Nello stesso anno sia la Tessaglia che la Morea, l'antico Peloponneso, diventarono vassalli dei turchi.

 

In Macedonia (1387)

Nel 1387 Murad conquistò Verroia, Bitola e Ohrid, città della Macedonia.

 

In Bulgaria (1388)

Nel 1388 Murad entrò nuovamente in Bulgaria. Lo zar Ivan Shishman si dichiarò vassallo e consegnò Silistra, l'antica Durostorum, dove i romani avevano posto un campo fortificato per la difesa del Danubio.

 

Battaglia del Kosovo (1389)

Il 15 giugno 1389, nella piana di Kosovo, i serbi, guidati dal principe Lazzaro, i bosniaci, guidati da re Trvtko, i valacchi, guidati dal principe Mircea, gli albanesi, guidati da Giorgio Castriota, furono sconfitti dall'esercito ottomano.

Murad morì in battaglia e gli successe il figlio Bayazed.

Il principe Lazzaro venne ucciso dopo la battaglia da Bayazed.

La battaglia del Kosovo segnò la fine dell'indipendenza dei Balcani.

 

Fondazione del dominio turco in Europa (1370-1389)

Murad fu il fondatore dei domini europei dei turchi. In circa 20 anni riuscì a sottomettere bizantini, bulgari, serbi, bosniaci e albanesi.

 


 

Bayazed I (1389-1402)

Bayazed I

 

IMPERATORI BIZANTINI

Giovanni V Paleologo (1341-1391)

Giovanni VII Paleologo (1390)

Manuele II Paleologo (1391-1425)

 

SERBIA

Stefano Lazarevich, dal 1402 despota (1389-1427)

 

BULGARIA

Ivan Shishman, zar (1371-1393)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Antonio Venier, doge (1382-1400)

Michele Steno, doge (1400-1413)

 

 

A Filadelfia (1390)

Nel 1390 Bayazed conquistò Filadelfia (odierna Alasehir), l'ultimo possedimento bizantino in Asia Minore.

Solo i Cavalieri di Rodi riuscirono a salvare Smirne, tutta la costa egea dell'Asia Minore fu preda degli islamici.

 

Giovanni VII, imperatore

Il 13 aprile l'aspirante imperatore bizantino Giovanni VII, appoggiato dalle truppe turche, entrò in Costantinopoli.

Giovanni V e il figlio Manuele si ritirarono nella fortezza della Porta d'Oro.

 

Giovanni V, imperatore

Il 13 settembre l'usurpatore Giovanni VII venne scacciato dalla città da Giovanni V.

I turchi questa volta si erano dichiarati neutrali in cambio della demolizione delle fortificazioni della Porta d'Oro.

Inoltre Manuele, l'erede al trono, dovette accettare di prestare servizio militare sotto gli islamici.

 

Manuele II, imperatore (1391)

Il 16 febbraio 1391 Giovanni V morì e gli successe Manuele II.

Bayazed pretese che in Costantinopoli venisse aperto un quartiere riservato ai mercanti turchi, che ottennero anche il diritto di sottrarsi alla legge bizantina e di ubbidire solo alla giurisdizione musulmana di un kadi.

 

A Skopje (1391)

Nel 1391 i turchi, guidati da Pasha Yiyt, sconfissero il serbo Vuk e conquistarono Skopje (Uskub in turco).

 

In Albania (1393-1395)

Tra il 1393 e il 1395 Firuz Bey e Lala Sahin entrarono in Albania.

Stratsimirovic, che governava il settentrione dell'Albania, venne sconfitto. Fu istituita l'amministrazione diretta musulmana.

 

In Tessaglia

Evrenos Bey pose sotto amministrazione musulmana la Tessaglia.

 

In Bulgaria (1393)

Il 17 luglio 1393 Bayazed occupò la capitale bulgara Tirnovo.

La Bulgaria danubiana venne posta sotto amministrazione musulmana.

 

Nel Ducato latino di Salona (1394)

Nel 1394 Bayazed portò sotto amministrazione musulmana il ducato latino di Salona (Amfissa).

 

A Salonicco (1394)

Nell'aprile 1394 Bayazed mise sotto amministrazione musulmana Salonicco.

 

In Romania (1395)

Bayazed entrò in Valacchia, regione della Romania.

Il 17 maggio 1395 nella battaglia di Rovine, in Romania, sconfisse Mircea il Vecchio (1386-1418), che fu costretto a diventare vassallo.

Bayazed occupò la Dobrugia, tra Romania e Bulgaria.

 

La crociata di Sigismondo, re d'Ungheria (1396)

Sigismondo re d'UngheriaL'avanzata dei turchi indusse Sigismondo, re d'Ungheria, i cui territori ormai confinavano con quelli islamici, a organizzare una crociata contro gli ottomani.

Aderirono 60.000 ungheresi, 10.000 francesi, 6.000 tedeschi, 10.000 valacchi, 15.000 tra italiani, spagnoli, inglesi, polacchi e boemi.

I cavalieri di Rodi, i genovesi e i veneziani assicurarono il controllo del mare.

I crociati si riunirono a Buda, capitale dell'Ungheria.

Nell'agosto 1396 si misero in marcia lungo il Danubio.

A Vidin, sul Danubio, sconfissero il bulgaro Sracimir, vassallo di Bayazed.

Poi conquistarono Rahova in Bucovina.

 

La battaglia di Nicopoli (1396)

Agli inizi di settembre i crociati raggiunsero Nicopoli, in Macedonia, a nord-est di Salonicco.

Il 25 settembre 1396 si ebbe lo scontro.

Il serbo Stefano Lazarevich, vassallo di Bayazed, accorse al fianco dei turchi.

I valacchi e i transilvani abbandonarono il campo.

Sigismondo venne sconfitto. Riuscì a fuggire su di una nave.

10.000 cristiani furono decapitati davanti a Bayazed. Molti furono fatti prigionieri e venduti schiavi.

 

Ad Argo (1397)

Nell'estate del 1397 i turchi, guidati da Timurtas e Ya'kub Pasha, entrarono in Morea.

Il 3 giugno conquistarono Argo e ne massacrarono la popolazione cristiana.

 

Tamerlano (Timur-i Lang) contro Bayazed (1402)

TimurNel 1402 Bayazed era al culmine della sua potenza. Tutta l'Asia Minore, fin quasi all'Eufrate, era in suo potere. Pose l'assedio a Costantinopoli.

Ma nel 1401 Siria e Mesopotamia vennnero conquistate da Tamerlano, condottiero turco-mongolo originario della Transoxiana, nell'odierno Uzbekistan.

Nel 1402 Timur entrò nella penisola anatolica e avanzò verso Ankara.

Bayazed lasciò Costantinopoli, attraversò i Dardanelli e schierò il suo esercito per fermare il khan di Samarcanda.

Il 28 luglio 1402 Bayazed e Tamerlano si affrontarono nella piana di Cibukova, nei pressi di Ankara.

Tamerlano vinse. Bayazed venne fatto prigioniero. Suleyman, il figlio di Bayazed, venne salvato dal serbo Stefano Lazarevich.

 

Tamerlano a Smirne (1402)

I veneziani bloccarono i Dardanelli. Ma i genovesi fecero passare i turchi inseguiti dai timuridi.

Le truppe di Tamerlano arrivarono sulle coste dell'Asia Minore. Il 3 agosto 1402 conquistarono Brussa.

Poi assediarono Smirne. Nel dicembre 1402 i cavalieri di Rodi dovettero abbandonare la città. I cristiani vennero massacrati.

Il dominio ottomano venne suddiviso in diversi principati.

Nel 1403 Tamerlano ritornò in Asia.

Bayazed morì in prigionia il 9 marzo 1403.

 


 

Interregno (1402-1413)

IMPERATORI BIZANTINI

Manuele II Paleologo (1391-1425)

 

SERBIA

Stefano Lazarevich, dal 1402 despota (1389-1427)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Michele Steno, doge (1400-1413)

 

 

 

Suleyman Celebi

Suleyman Celebi, uno dei figli di Maometto, prese il controllo della parte europea del dominio ottomano e successivamente occupò anche una parte dei principati asiatici.

I cristiani avevano costituito una lega con la partecipazione dell'imperatore bizantino Giovanni VII Paleologo, Genova, Venezia, il duca di Naxos, i cavalieri di Rodi e il serbo Stefano Lazarevich.

A metà febbraio del 1403 venne concluso un accordo tra Suleyman e la lega. I cristiani riottennero alcuni diritti, ma i turchi rimasero saldamente al potere.

A Manuele II venne restituita Salonicco ed un ampio territorio sul Mar Nero. I veneziani ebbero un territorio nei pressi della penisola Eubea ed ai cavalieri di Rodi fu confermato il possesso di Salona, odierna Amfissa.

La guerra in Albania contro i veneziani continuò sotto la guida di Pasha Yiyt.

 

Musa Celebi

Nella penisola anatolica si svolse una guerra civile tra i figli di Bayazed con il coinvolgimento anche dei principati restaurati da Tamerlano.

Nel luglio del 1409 Musa, fratello di Suleyman, organizzò a Sinope un esercito con la partecipazione di valacchi, serbi e bulgari. Musa aveva sposato una figlia di Mircea il Vecchio.

Alla fine del 1409 Musa entrò nei domini asiatici di Suleyman e il 13 febbraio 1410 riportò una grande vittoria.

Suleyman, abbandonata l'Asia, rientrò in Europa. Sposò una principessa della dinastia dei Paleloghi, con cui strinse una alleanza.

Musa venne sconfitto il 15 giugno 1410 nella battaglia del Kosmidion, nei pressi di Costantinopoli.

L'11 luglio 1410 Musa venne nuovamente sconfitto ad Adrianopoli.

Il 17 febbraio del 1411 Musa riuscì a sconfiggere Suleyman, che, dopo essere stato imprigionato, fu ucciso per ordine del fratello.

Dopo la vittoria Musa si rivolse contro i cristiani.

Vennero attaccate la Serbia, Salonicco, Selimbria, odierna Silivri, sul Mar di Marmara, e Costantinopoli.

 

Mehmed Celebi

Manuele II Paleologo chiamò in aiuto Mehmed, un altro dei figli di Bayazed.

I soldati di Mehmed furono trasportati in Europa dalla flotta bizantina.

Nel luglio del 1412 Musa sconfisse il fratello Mehmed nella battaglia di Incegiz. Mehmed dovette ritornare in Asia.

Nel giugno del 1413 Mehmed, alleatosi con Manuele II Paleologo e con Stefano Lazarevich, riattraversò i Dardanelli.

Il 5 luglio del 1413 Musa venne sconfitto nei pressi di Sofia. Fu catturato e strangolato.

Mehmed aveva ristabilito l'unità dell'Impero Ottomano.


Mehmed I (1413-1421)

Mehmed I

 

IMPERATORI BIZANTINI

Manuele II Paleologo (1391-1425)

 

SERBIA

Stefano Lazarevich, dal 1402 despota (1389-1427)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Michele Steno, doge (1400-1413)

Tommaso Mocenigo, doge (1414-1423)

 

Mehmed sultano

Mehmed si attribuì il titolo di sultano di Rumelia e di Rum, ossia della parte europea e di quella asiatica dei domini ottomani.

 

Contro Bisanzio

Mehmed contravvenne al trattato che nel 1403 era stato concluso tra Suleyman e la lega cristiana. Parte del territorio bizantino venne annesso dagli ottomani.

 

In Albania (1415-1418)

Dal 1415 Mehmed riprese l'avanzata musulmana in Albania.

Mehmed conquistò nel 1417 Valona, odierna Vlore, e nel 1418 Argirocastro, odierna Gjirokaster.

 

Contro Venezia (1416-1419)

Mehmed combatté contro Venezia per Negroponte, la penisola Eubea, e per il controllo dei Dardanelli.

Il 29 maggio 1416 la flotta veneziana, guidata da Pietro Loredan, sconfisse i turchi nella battaglia di Gallipoli, odierna Gelibolu.

Nel 1419 i turchi firmarono un accordo con i veneziani. Venezia, il cui doge era Tommaso Mocenigo, mantenne il controllo di 38 fortezze e città. Tra queste:

- Durazzo, odierna Durres

- Scutari, odierna Shkodra

- Alessio, odierna Lezhe

- Drivasto, odierna Drisht

- Budua, odierna Budva

- Dulcigno, odierna Ulcinj

- Antivari, odierna Bar

- l'Eubea

- Lepanto

- Corone e Modone.

 

Contro Genova

Il sultano sottrasse Samsun ai genovesi.

 

In Valacchia (1421)

Mehmed fece molte operazioni militari oltre il Danubio. Nel 1421 sottomise Mircea, vojvoda di Valacchia.

 


Murad II (1421-1451)

Murad II

 

IMPERATORI BIZANTINI

Manuele II Paleologo (1391-1425)

Giovanni VIII Paleologo (1425-1448)

Costantino XI Paleologo (1449-1453)

 

SERBIA

Stefano Lazarevich, dal 1402 despota (1389-1427)

Giorgio Brankovich, dal 1429 despota (1427-1456)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Tommaso Mocenigo, doge (1414-1423)

Francesco Foscari, doge (1423-1457)

 

La rivolta di Duzme Mustafa (1421-1422)

Murad II, figlio di Mehmed I, salì al trono il 25 giugno 1421.

Murad dovette fronteggiare la ribellione di Duzme Mustafa, fratello di Mehmed I, appoggiato da Giovanni VIII Paleologo, figlio dell'imperatore Manuele II.

Con Murad si schierarono Stefano Lazarevich, despota di Serbia, e Genova. Sigismondo di Ungheria stipulò con Murad un trattato di pace per cinque anni.

All'inizio del 1422 Duzme Mustafa venne catturato e messo a morte.

 

Assedio di Costantinopoli (1422)

Sconfitto Duzme Mustafa, Murad si rivolse contro il suo alleato: l'Impero Bizantino. Il 20 giugno 1422 venne posto l'assedio a Costantinopoli.

Il 24 agosto l'assalto venne respinto.

 

Ribellione di Mustafa, fratello di Murad (1422-1423)

Una ribellione nei domini asiatici, guidata dal giovane fratello Mustafa, costrinse Murad ad abbandonare l'assedio di Costantinopoli.

Mustafa venne sconfitto e il 30 settembre 1422 si rifugiò a Costantinopoli sotto la protezione di Giovanni VIII.

Un ulteriore tentativo di Mustafa non ebbe fortuna e il 20 febbraio 1423 il fratello di Murad venne ucciso.

 

In Valacchia (1422-1423)

I valacchi cercarono di approfittare della situazione e nell'inverno 1422-1423, con l'aiuto degli ungheresi, si ribellarono. Firuz Bey venne inviato a sottometterli. L'annuncio del fallimento della rivolta di Mustafa costrinse Dan II a chiedere la pace e ad inviare ostaggi al sultano.

 

In Albania (1423)

Nel 1423 gli ottomani sferrarono una offensiva in Albania per proseguire nella sua conquista.

 

Salonicco veneziana (1423)

Francesco FoscariNel 1423 i turchi posero l'assedio a Salonicco.

Il despota Andronico, non in grado di difendere la città, la cedette ai veneziani (27 luglio 1423).

Era doge Francesco Foscari.

Nel settembre del 1423 i veneziani entrarono in Salonicco.

 

 

 

 

 

Impero Bizantino vassallo (1424)

Il 20 febbraio 1424 l'Impero Bizantino fu costretto a chiedere la pace e a dichiararsi vassallo del sultano. Consegnò ai turchi i territori sul Mar di Marmara e sul Mar Nero.

 

In Serbia (1426-1428)

Nel marzo del 1426 Murad inviò un esercito in Serbia contro Stefano Lazarevich, che si era riavvicinato a Sigismondo d'Ungheria. Stefano venne sconfitto e fu costretto a sottomettersi nuovamente e a cedere anche una parte della Serbia.

Nel luglio del 1427 Stefano morì. Gli successe Giorgio Brancovich. Murad rivendicò il trono in quanto una figlia di Lazar aveva sposato Bayazed I. L'esercito ottomano si portò a Golubach sul Danubio. Sigismondo d'Ungheria intervenne ed occupò Belgrado.

All'inizio del 1428 Sigismondo, dopo un fallito tentativo di prendere Golubac, stipulò una tregua triennale con i turchi e ritornò nel suo regno.

 

A Salonicco (1430)

Il 29 marzo 1430, dopo tre giorni di assalti, le truppe guidate personalmente da Murad entrarono in Salonicco. I veneziani dovettero lasciare la città. Venne dato inizio al saccheggio. Le chiese furono trasformate in moschee.

Salonicco sara liberata solo nel 1912.

 

Accordo di Lapseki (1430)

Il 30 luglio 1430, a Lapseki, di fronte a Gallipoli, venne stipulato un accordo tra turchi e veneziani.

I turchi acquisirono il dominio di Salonicco e dell'entroterra albanese. I veneziani mantennero la maggior parte delle loro basi in Albania e in Grecia.

 

In Epiro (1430)

Nell'ottobre del 1430 Murad occupò l'Epiro. Giannina e la sua regione divennero turche.

 

In Albania (1432)

L'esercito turco, guidato da Sinan Pasha, dopo la conquista di Salonicco, venne trasferito in Albania.

Giovanni Castriota e Arvanit furono costretti ad abbandonare molti territori ai turchi.

Nel 1432 il regno di Napoli inviò dei rinforzi. Gli albanesi riuscirono a sconfiggere Evrenosoglu Alì Bey.

 

L'alleanza dei cristiani (1434)

La vittoria degli albanesi diede nuove speranze ai cristiani.

Sigismondo d'Ungheria, Trvtko, re di Bosnia, Giorgio Brancovich di Serbia e Vlad II Dracul di Valacchia unirono le loro forze in una alleanza destinata a fermare l'avanzata dei turchi.

Francesco Foscari, doge di Venezia, che aveva recentemente concluso l'accordo di Lapseki, rifiutò di aderire.

 

In Transilvania (1438)

Il 9 dicembre 1437 Sigismondo d'Ungheria morì.

Murad approfittò della temporanea debolezza dell'Ungheria e riprese la guerra.

Nell'estate del 1438 i turchi entrarono in Transilvania e in Ungheria. Vlad II fu costretto a sottomettersi a Murad.

 

In Serbia (1439)

Nel marzo 1439 l'esercito ottomano entrò in Serbia.

Il 27 agosto 1439 i turchi conquistarono la capitale Semendria, odierna Smeredovo. Giorgio Brancovich fuggì in Ungheria.

 

In Bosnia (1439)

Nel 1439 un esercito, guidato dal bey di Uskub (Skopje) entrò in Bosnia.

Nell'ottobre 1439 morì il re Alberto d'Ungheria.

Re Tvrtko, privo del sostegno ungherese, dovette sottomettersi e accettare di pagare il tributo ai turchi.

 

A Belgrado (1440)

Nell'aprile del 1440 i turchi posero l'assedio a Belgrado, difesa dagli ungheresi. Dopo sei mesi si dovettero ritirare senza alcun risultato.

 

A Novo Brdo (1441)

Nel luglio 1441 gli ottomani, guidati da Sihabeddin Pasha, beylerbey di Rumelia, conquistarono Novo Brdo, importante centro minerario argentifero.

 

In Ungheria (1442)

Janos HunyadiAll'inizio del 1442 l'esercito ottomano guidato da Mezid Pasha entrò in Ungheria.

Giovanni Hunyadi, un nobile di origine valacche, voivoda di Transilvania, sconfisse i turchi.

Murad inviò un secondo esercito guidato da Sihabeddin Pasha.

Nel settembre 1442 Giovanni Hunyadi sconfisse per la seconda volta i turchi sul fiume Lalomita.

 

 

 

 

La campagna di Hunyadi (1443-1444)

Le vittorie di Giovanni (Janos) Hunyadi diedero nuova speranza ai cristiani.

Il papa Eugenio IV invitò i cristiani a unirsi contro il pericolo musulmano. Il suo legato in Ungheria, cardinale Cesarini, si fece promotore di un'azione comune.

Vlad II DraculIl primo ottobre 1443 Giovanni Hunyadi superò il Danubio. Con lui erano gli ungheresi e i polacchi di re Vadislav III e i serbi di Giorgio Brancovich. Anche Vlad II Dracul accorse.

Giovanni conquistò Nis e Sofia. Si diresse verso Adrianopoli. Alle "Porte di Traiano" dovette fermarsi.

Alla fine di dicembre, a causa del rigido inverno, fu costretto a ritirarsi.

Arrivò a Budapest il 2 febbraio 1444. Sulla via del ritorno ebbe occasione di sconfiggere varie volte le truppe musulmane.

Il papa invitò la Borgogna, Venezia e Ragusa a unirsi alla lotta contro i turchi.

 

In Albania (1443)

Nel 1443 l'albanese Giorgio Castriota si ribellò ed occupò la fortezza di Kruje.

 

In Grecia (1443)

La rivolta si estese anche alla Grecia, dove Costantino Paleologo, despota di Morea, ricostruì l'examilion, il muro in difesa di Corinto e del Peloponneso.

La Morea insorse.

Anche i veneziani sembrarono sul punto di uscire dalla neutralità.

 

Accordo di Adrianopoli (12 giugno 1444)

Di fronte alla ribellione di tutta la parte europea dei domini ottomani Murad avviò trattative.

Il 12 giugno 1444 Murad concluse ad Adrianopoli un accordo con Vadislav, re di Polonia. Mediatore fu Giorgio Brancovich,che ottenne la Serbia. Gli ottomani conservarono il dominio sulla Valacchia e sulla Bulgaria.

Il momento era talmente difficile che a luglio Murad abdicò in favore di suo figlio Mehmed II.

La guerra riprese.

 

La battaglia di Varna (10 novembre 1444)

Vadislav III re di Polonia e UngheriaIl 20 settembre 1444 un esercito guidato da Vadislav di Polonia, Giovanni Hunyadi e il cardinale Cesarini superò il Danubio.

Giorgio Brancovich, che aveva raggiunto quanto desiderava con l'accordo del 12 giugno, non aderì ed impedì agli albanesi di Giorgio Castriota di congiungersi con l'esercito cristiano.

Una flotta veneziana bloccò i Dardanelli impedendo il passaggio dell'esercito anatolico in Europa.

Il 9 novembre 1444 i cristiani raggiunsero Varna sul Mar Nero. Arrivò anche Vlad II Dracul di Valacchia.

Nel frattempo i genovesi avevano concluso un accordo con i musulmani e avevano consentito all'esercito anatolico l'attraversamento del Bosforo.

Il rapporto di forze si era invertito a favore dei musulmani.

Il 10 novembre 1444 Murad vinse la battaglia di Varna. Morirono combattendo contro l'invasore islamico Vadislav III re di Polonia e il cardinale Cesarini.

Fallì un disperato tentativo di Pietre Vaast che con sei galee risalì il Danubio con l'intenzione di porre l'assedio a Nicopoli con l'appoggio dell'esercito di Giovanni Hunyadi.

 

L'accordo con Venezia (1446)

Nel febbraio del 1446 Venezia firmò un accordo con gli ottomani.

 

In Grecia (1446-1447)

Nell'autunno del 1446 l'esercito turco invase la Grecia per combattere Costantino Paleologo, il despota di Morea.

I turchi saccheggiarono e distrussero le città del Peloponneso.

Nel 1447 Costantino fu costretto ad accettare di divenire suddito dei turchi.

 

In Albania (1448)

Nella primavera del 1448 l'esercito ottomano riprese la guerra in Albania per sottomettere Giorgio Castriota, ma dovette interrompere le operazioni per l'arrivo di Giovanni Hunyadi in Serbia.

 

Giovanni Hunyadi in Serbia (1448)

Nel settembre 1448 Giovanni Hunyadi, alleato con gli albanesi di Giorgio Castriota e con i valacchi di Vlad II Dracul, entrò in Serbia.

Giorgio Brancovich, che era divenuto alleato dei turchi, avvisò Murad delle intenzioni degli ungheresi.

Nella piana del Kosovo il 18 e 19 ottobre del 1448 l'esercito di Hunyadi venne sconfitto dai musulmani.

 

In Valacchia (1449)

Nel 1449 la Valacchia venne sottomessa dal beylerbey di Rumelia.

 

In Albania (1450)

Nel maggio 1450 l'esercito turco, al comando di Murad, attaccò Kruje, la fortezza di Giorgio Castriota.

Gli albanesi si dispersero nelle montagne per continuare la resistenza.

All'arrivo dell'inverno gli ottomani si ritirarono.

 


 

Mehmed II (1451-1481)

Mehmed II

 

IMPERATORI BIZANTINI

Costantino XI Paleologo (1449-1453)

 

SERBIA

Giorgio Brankovich, dal 1429 despota (1427-1456)

Lazzaro Brankovich, despota (1456-1458)

 

REPUBBLICA DI VENEZIA

Francesco Foscari, doge (1423-1457)

 

Mehmed II (1451-1481)

Il 3 febbraio del 1451 Murad II morì.

Il 18 febbraio divenne sultano Mehmed II, il figlio.

 

Politica estera (1451-1452)

Nell'aprile 1451 Costantino Paleologo ebbe la conferma degli accordi conclusi con Murad.

Nel 1451 Giorgio Brancovich di Serbia ottenne la restituzione di alcuni territori.

Il 10 settembre 1452 Mehmed rinnovò il trattato di pace con Venezia.

Il 20 settembre 1452 concluse una tregua triennale con l'Ungheria.

Ragusa per mantenere la pace accettò di aumentare il tributo.

 

Il blocco del Bosforo (1452)

Mentre affermava la sua politica di pace verso i cristiani, Mehmed prepararava l'assalto finale a Costantinopoli.

Tra il 15 aprile 1452 e il 31 agosto 1452 Mehmed fece costruire sul Bosforo un forte, di fronte a quello edificato sulla riva asiatica da Bayazed I. In quel punto lo stretto è largo 600 metri.

Entrambi i forti furono muniti di cannoni in grado di bloccare la navigazione.

Venne imposto un diritto di passaggio. Ogni imbarcazione doveva fermarsi e pagare una tassa ai turchi.

Venne anche approntata una flotta posta agli ordini del sancak bey di Gallipoli.

Nel mese di novembre una nave veneziana, guidata da Antonio Erizzo, tentò di forzare il blocco. I cannoni presero a sparare. La nave venne affondata. L'equipaggio si salvò a nuoto, ma venne fatto prigioniero dai turchi. Antonio Erizzo venne impalato. I suoi marinai vennero segati in due.

 

Artiglieria

Per la realizzazione dei cannoni Mehmed dovette ricorrere ad un europeo, Urban, un ungherese.

Nelle fonderie turche vennero approntati cannoni in grado di danneggiare seriamente le antiche mura di Costantinopoli.

 

Le forze a difesa di Costantinopoli

Nel 1452 l'imperatore bizantino Costantino XI chiese aiuto alle potenze cristiane. Pochi risposero all'appello.

Il 26 ottobre 1452 arrivò a Costantinopoli il cardinale legato Isidoro di Kiev con 200 arcieri.

Il 29 gennaio 1453 arrivò il genovese Giustiniani con 700 uomini.

Tre navi genovesi vennero armate dal papa e arrivarono nel marzo 1453.

Vennero preparate per il combattimento 26 navi:

- 5 veneziane

- 5 genovesi

- 3 cretesi

- 1 anconetana

- 1 catalana

- 1 provenzale.

I difensori, secondo il censimento fatto alla fine di marzo, furono:

- 4.983 greci

- circa 2.000 stranieri

Il 2 aprile il veneziano Bartolemo Soligo distese una catena tra la Torre di Sant'Eugenio e il quartiere di Galata per bloccare l'accesso del Corno d'Oro alla flotta turca.

 

Le forse musulmane

Nel febbraio-marzo 1453 l'esercito musulmano venne dispiegato di fronte a Costantinopoli.

Centosessantamila turchi circondarono la città.

Centoquaranta navi si schierarono sul Bosforo.

Murad arrivò il 2 aprile 1453.

 

Il primo attacco (18 aprile)

Il 12 aprile ebbe inizio il bombardamento delle mura.

Il 18 aprile avvenne il primo attacco. Fu respinto.

 

Battaglia navale (20 aprile)

Il 20 aprile tre navi mercantili genovesi riuscirono a forzare il blocco dei turchi con l'appoggio della flotta cristiana guidata da Gabriele Trevisan.

Mehmed destituì l'ammiraglio Baltaoglu e al suo posto nominò Hamza Bey.

 

Trasporto delle navi via terra (22 aprile)

Non potendo entrare via mare nel Corno d'Oro a causa della catena che aveva posto Bartolomeo Soligo, Mehmed decise di far trasportare le navi via terra.

Il 22 aprile circa 70 fuste vennero trascinate su di un percorso di cinque chilometri ed entrarono nel Corno d'Oro.

La flotta cristiana fu costretta a ritirarsi a ridosso di Pera.

 

Incendio della flotta turca (28 aprile)

Il 28 aprile genovesi e veneziani tentarono di incendiare la flotta turca, ma vennero respinti dalla artiglieria musulmana.

 

Il secondo attacco (7 maggio)

Il 7 maggio venne effettuato il secondo attacco. Fu respinto.

I bombardamenti proseguirono.

 

Il terzo attacco (18 maggio)

Il 18 maggio venne sferrato il terzo attacco. Fu respinto.

 

Il ponte sul Corno d'Oro (19 maggio)

Il 19 maggio venne approntato un ponte che raccordava le due sponde del Corno d'Oro, permettendo alle truppe turche di fluire più rapidamente.

 

La caduta di Costantinopoli (29 maggio 1453)

Nella notte tra il 28 e il 29 maggio avvenne l'attacco finale. Due assalti furono respinti.

All'alba Giustiniani venne gravemente ferito nei pressi della Porta di San Romano e fu costretto a ritirarsi.

Costantino XI venne ucciso mentre tentava una ultima disperata resistenza.

I turchi entrarono nella chiesa di Santa Sofia, dove si erano rifugiate molte persone. Fu una strage.

Iniziò il saccheggio della città.

Una parte della flotta riuscì ad allontanarsi. Ma per i cristiani rimasti non ci fu scampo.

Il 30 maggio Mehmed entrò in Santa Sofia per invitare i fedeli alla preghiera musulmana.

Attraversando la città in rovina Mehmed disse "Quale città abbiamo abbandonato al saccheggio e alla distruzione".

Costantino XI Paleologo

San Costantino XI Paleologo Martire


Collegamenti:

Carlo Martello - Poitiers 732 - I musulmani invadono l'Europa

Lepanto - La Lega Santa contro i Turchi

Siracusa conquistata dai musulmani nordafricani

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Mediterraneo - Da Centumcellae al Garigliano

Mediterraneo - La Sicilia dagli Arabi ai Normanni

"Deus vult" - La prima Crociata

Templari - Dalla nascita dell'Ordine del Tempio alla strage di Saladino

Bosnia - Dai Romani ai Turchi

Bosnia - La dominazione turca

Hattin - I musulmani alla conquista del Regno di Gerusalemme

Crociati - I musulmani sotto il dominio dei Franchi

Maometto - Dalla Mecca a Medina

Maometto - Da Medina alla Mecca

Averroè - Islam e filosofia

 

 


Riferimenti bibliografici:

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Gli arabi e l'Islam

Mursia

Bernardini M.

Storia del mondo islamico (VII-XVI secolo) - Il mondo iranico e turco

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Biagini A.

Storia dell'Albania

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Gibbon E.

The history of the decline and fall of the Roman Empire

Penguin

Hourani A.

Storia dei popoli arabi

Mondadori

Lewis B.

Il Medio Oriente

Mondadori

Lewis B.

I musulmani alla scoperta dell'Europa

Rizzoli

Lo Jacono C.

Storia del mondo islamico (VII-XVI secolo) - Il Vicino Oriente

Einaudi

Malcom N.

Storia del Kosovo

Bompiani

Malcom N.

Storia della Bosnia

Bompiani

Mantran R. (a cura di)

Storia dell'Impero Ottomano

Argo

Nicol D. M.

Venezia e Bisanzio

Bompiani

Noja S.

Storia dei popoli dell'Islam

Mondadori

Norwich J. J.

Bisanzio

Mondadori

Ostrogorsky G.

Storia dell'impero bizantino

Einaudi

Puech H.-C.

Storia dell'islamismo

Mondadori

Runciman S.

Storia delle Crociate

Einaudi

Runciman S.

La caduta di Costantinopoli

Piemme

 

 
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